Itinerari

Un anello tra natura e storia, a due passi dal cielo

È uno dei tanti percorsi che si snodano nell’area e che la rendono una destinazione apprezzata da escursionisti, più o meno esperti.

Tra natura e storia, a due passi dal cielo. Il primo anello storico a Campogrosso, nelle montagne sopra Recoaro Terme, offre sia una vera immersione nell’ambiente sia un viaggio nel tempo tra trincee e postazioni della Prima Guerra Mondiale. Il sentiero, realizzato nel 1993 dagli Alpini della sezione Valle dell’Agno con la collaborazione della Comunità Montana Agno Chiampo, ha un dislivello di circa 100 metri e si percorre senza difficoltà in meno di due ore: caratteristiche che lo rendono ideale anche per le famiglie con bambini. Il percorso ha inizio qualche centinaio di metri dopo il Rifugio Campogrosso; il punto di partenza è facilmente individuabile grazie alla tabella esplicativa e al vicino capitello con la Madonnina della guerra che porta l’incisione “Ch’el Signor fermila uere” ossia “Che il Signore fermi la guerra”.

L’arrivo della teleferica Parlati-Campogrosso

Da qui, la camminata si snoda lungo i versanti nord delle cime Postal e Osservatorio permettendo di ammirare importanti e ben conservati manufatti della Grande Guerra. Non prima, però, di aver incontrato il muretto a secco con i cippi in pietra, posti a segnalazione della linea che qui divideva il territorio dell’Impero d’Austria da quello della Repubblica di Venezia: linea di confine definita da un trattato del 1751.

Seguire il sentiero è facile grazie alle tante indicazioni fornite da paletti gialli e, passo dopo passo, tra leggeri saliscendi, il verde della natura e gli scorci suggestivi aperti sulle vette circostanti, si scoprono le tracce che la Storia ha lasciato impresse nella zona.Si incontrano le postazioni di artiglieria di piccolo calibro e la relativa piazzola, si raggiungono la cima Osservatorio e i ripari per le munizioni. E ancora, si attraversano gallerie, si percorre una scalinata scavata nella roccia e si prova l’emozione di entrare in un bunker guardando il panorama dalle feritoie. I percorsi militari e i resti delle trincee fanno, invece, viaggiare l’immaginazione sulle condizioni in cui dovevano vivere i soldati.

Cartelli segnaletici all’inizio dell’anello storico

Dopo aver superato una galleria, l’anello si chiude con un tratto in salita che riporta al rifugio Campogrosso. Non senza un ultimo incontro; alla fine dell’anello si possono riconoscere, infatti, alcuni resti della teleferica che collegava Campogrosso alla contrada dei Parlati. Realizzata probabilmente, almeno in parte, alla fine del 1916, aveva una portata da 2 a 3 quintali, per un viaggio che in circa 10 minuti copriva gli 800 metri di dislivello su 3 chilometri di percorso. Alcuni pannelli fanno conoscere nel dettaglio la storia di questo particolare sistema di trasporto, molto utilizzato durante la Grande Guerra.

Sono i segni lasciati dal conflitto, anche se, come si legge nei cartelli esplicativi, la zona non fu in realtà teatro di scontri durante la Prima guerra mondiale. Tuttavia, quando nel maggio del 1916 la Vallarsa, lo Zugna e il Pasubio furono investiti dalla Strafexpedition austriaca, era apparso chiaro quanto fosse fondamentale la difesa di Campogrosso: impulso che spinse alla realizzazione di un sistema difensivo per fermare l’eventuale ripiegamento delle truppe impegnate in prima linea. I lavori iniziarono così nella seconda metà del 1916 e portarono alla realizzazione di strade camionabili e carrettabili, mulattiere e sentieri d’arroccamento, caverne, postazioni, magazzini e ricoveri per le truppe, chilometri di trincee e camminamenti e tante altre opere di cui ancora oggi si trova traccia.

Accesso al bunker 3.

L’anello storico è solo uno dei tanti percorsi che si snodano da Campogrosso e che rendono l’area una destinazione apprezzata da escursionisti, più o meno esperti. Tra le possibilità che non richiedono particolare impegno c’è anche la camminata sul “ponte tibetano” di recente realizzazione e, da lì, al Sacrario militare del Pasubio. Per gli appassionati di storia, scendendo da Campogrosso, un’ulteriore, interessante opportunità è rappresentata dal Museo “La vita del soldato nella Grande Guerra” ospitata nel centro culturale “Neri Pozza” in via Roma, nel centro di Recoaro Terme.

Resti di una “casermetta”

Il primo anello storico di Campogrosso rientra nella più ampia struttura dell’Ecomuseo all’aperto della Grande Guerra nelle Prealpi Vicentine. Nato per promuovere la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico del Primo conflitto mondiale in provincia di Vicenza, questo museo mette in rete una serie di siti con l’obiettivo di raccontare una pagina della storia del territorio, da un lato attraverso una complessiva riqualificazione ambientale dei luoghi e, dall’altro, un più generale programma di promozione e comunicazione, strutturato su un sistema integrato di centri informativi, distribuiti sul territorio. Ne fanno parte diversi siti dal Monte Ortigara al Monte Zebio, dal Cengio al Novegno e al Pasubio.

Interno di un bunker

Il primo anello storico di Campogrosso rientra nella più ampia struttura dell’Ecomuseo all’aperto della Grande Guerra nelle Prealpi Vicentine.

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