Bassano

Tutti i segreti della grappa in tremila volumi

di Margherita Grotto

Era il 4 luglio del 1993 quando Jacopo Poli e la moglie Cristina aprirono le porte del Museo della Grappa, a due passi dal Ponte Vecchio di Bassano del Grappa, spinti dal desiderio di valorizzare il distillato simbolo del territorio, appannato da stereotipi e luoghi comuni.

Oggi il Museo è un polo culturale e d’impresa tra i più visitati a livello nazionale, ricco di una biblioteca che raccoglie circa 3.000 testi antichi e documenti originali riguardanti la Grappa e l’arte della distillazione.  Secondo i dati di Museimpresa (Associazione italiana dei musei e degli archivi d’impresa), è tra i musei d’impresa più visitati d’Italia, con una media di 13.000 visitatori mensili. Il Museo accoglie visitatori provenienti da tutto il mondo, contando un 38% di nazionalità tedesca, 17% italiana, 10% Stati Uniti e instaurando con loro una “comunicazione esperienziale”, mirata a far conoscere e valorizzare un prodotto Made in Italy all’interno del contesto territoriale in cui è inserito.

«Il mio desiderio è far conoscere al mondo il sapere e il sapore della Grappa – così Jacopo Poli -. A distanza di 25 anni mia moglie e io crediamo di avere contribuito a distillare una goccia di cultura».

L’amore per Bassano del Grappa, per quel lavoro che proprio nella zona della pedemontana veneta trova terreno fertile, e per quella declinazione culturale (e museale) che prese 25 anni fa un prodotto della tradizione enogastronomica italiana hanno fatto nascere una grappa totalmente dedicata al museo, un’acquavite in edizione speciale, firmata Jacopo Poli.

«Un distillato, quello realizzato in occasione di un importante anniversario, che dedichiamo ai visitatori che ci hanno accompagnato lungo questo cammino» è il commento di Jacopo.