Padovano

Tre santi per una chiesa a Carmignano di Brenta

L'interno della chiesa parrocchiale di Carmignano di Brenta
di Roberto Turetta

Dopo il restauro la dedicazione, a 70 anni esatti dalla posa della prima pietra. Il Vescovo Pizziol ha presieduto la messa durante il quale è stato celebrato il rito della dedicazione a tre santi: San Domenico Savio, Santa Maria Bertilla Boscardin e santa Giuseppina Bakhita.

«In questi mesi di restauro ha ritrovato se stessa – spiega il parroco don Egidio Girolimetto -. Più di tutto ci ha uniti una rinnovata fede. Chi può contare le persone che hanno lavorato, pregato, sofferto per costruire questo tempio di pietre ma ancora di più noi come gruppo di credenti. I lavori ci hanno fatto sentire famiglia, ci hanno riempito di letizia spirituale per un edif icio che risponde bene alle esigenze. Ora emerge un accresciuto senso di appartenenza, il desiderio di collaborare e partecipare per il bene di tutti, la maturazione lenta ma profonda delle diverse associazioni parrocchiali».

Anche se relativamente recente, alle spalle della chiesa c’è una storia che affonda le radici in epoche più lontane. Per la precisione tra la fine del XVII e i primi decenni delXVIII secolo, quando prendeva forma l’attuale centro del paese dai nuclei originari di Spessa e Ospedale. Fu decisa perciò l’edificazione di una chiesa parrocchiale proprio alla fine del ‘700, a poche centinaia di metri da quella attuale.Negli anni però non sarebbe più riuscita a soddisfare le mutate esigenze della popolazione. Fu così chenegli anni ’30 del ‘900 i capifamiglia si pronunciarono per la sua demolizione, giudicandola troppo angusta ed eccentrica. Al suo posto sarebbero sorte delle case popolari. Mentre per il nuovo edificio di culto i cantieri partirono nel luglio 1939, con l’allora parroco don Giuseppe Belluzzo.

E non senza intoppi burocratici con i proprietari dei terreni, che non volevano cedere il lotto. L’entrata in guerra dell’Italia l’anno successivo portò peraltro alla sospensione dei lavori, che sarebbero ripresi nel luglio 1945 una volta firmata la pace. Nell’arco di due anni la nuova chiesa fu portata avanti con l’installazione della croce in ferro battuto, mentre la chiesa vecchia fu abbattuta nel 1946.

Il resto è noto a molti paesani. Che con buona probabilità ricordano anche i numerosi interventi di completamento e ripristino: dalla pavimentazione in marmo per il riscaldamento alla rampa per disabili, dalla sostituzione del tetto con copertura in rame alla ristrutturazione del presbiterio.