Intervista

Tre amici, tre malghe e tanta passione. Davide, Milady e Sara si raccontano

I giovani malgari Davide Nicoli, Milady Cortese e Sara Strazzabosco.
di Margherita Grotto

Questa è la storia di tre giovani amici che condividono una passione: la gestione di tre malghe sull’Altopiano di Asiago. Sono Milady Cortese, 34 anni, di Lusiana Conco, Davide Nicoli, 28 anni, di Bressanvido, e Sara Strazzabosco, 24 anni, di Canove, tutti e tre imprenditori agricoli.

Milady lavora in Malga Verde, una struttura in zona di passaggio a Lusiana Conco, che conta un agriturismo da agosto 2018. Davide è a capo di Malga Serona, nel comune di Caltrano, dove è anche consigliere comunale con delega all’agricoltura, mentre Sara Strazzabosco è il punto di riferimento per Malga Larici di Sotto, zona Larici.

Come vi siete conosciuti?

Milady: «Io e Davide ci siamo conosciuti sei anni fa a un corso sulla sicurezza. Ci siamo seduti vicini, io prendevo appunti e lo spingevo per tenerlo sveglio. La famiglia e l’azienda di Sara, invece, già le conoscevo. Lei, personalmente, l’ho conosciuta alla prima edizione di Made in Malga».
Davide: «Ho conosciuto Sara alla seconda edizione di Made in Malga. Mi ricordo ancora come era vestita: gonna lunga e camicia a quadri».

C’è mai stata rivalità tra voi?

Milady: «Assolutamente no. Questo è un settore in cui l’onestà premia ancora, dove il lavoro è basilare e la famiglia è un principio cardine.  Quando partecipiamo a manifestazioni o iniziamo la stagione in malga, ci sentiamo sempre per decidere la linea di prezzi da tenere e ci scambiamo consigli sui prodotti. Noi tre abbiamo un gruppo su whatsapp, a volte conosciamo persone e pensiamo di inserirle nel gruppo, ma poi siamo “gelosi” e lo teniamo per noi (ride, ndr). E poi ognuno ha la sua clientela: ci sarà sempre uno che preferisce una malga piuttosto di un’altra per le caratteristiche che la contraddistinguono».
Davide: «Per farti capire la rivalità feroce che c’è tra noi, ti dico che se a Made in Malga termino il formaggio, vado a prenderlo da Milady e vendo il suo».

Pro e contro di un giovane in malga.

Milady: «Tra i pro la vita all’aria aperta, il contatto con la gente, e la varietà del lavoro (mi occupo di contabilità e amministrazione, del punto vendita, dell’agriturismo…). Il contro è che si lavora tutti i giorni, non hai tempo per aperitivi, feste e vacanze nella stagione estiva, ma è normale, lo metto in conto».
Davide: «La vita in malga… tutti la sognano, nessuno vuole farla. Ogni volta che si cerca qualcuno da assumere in malga, è lì che ci si rende conto che la gente non sa nulla di cosa significhi una stagione in alpeggio: sognatori, idealisti, profeti, filosofi… quanti ne vuoi, ma c’è da lavorare, c’è bisogno di gente che ha voglia di farsi “il mazzo”. Non solo lavori, ma convivi 24/24. A fine stagione lo stress è alto. Eppure, a fine anno, inizio a sentire il “Malg’Africa”: c’è un bisogno fisiologico di tornare».

Come vi vedete tra 10 anni?

Milady: «Ancora in malga, magari implementando la struttura con alloggi e qualche servizio in più, come la collaborazione con guide alpina per valorizzare la zona, ideale per escursioni con bambini».
Davide: «Sicuramente ci sarà la malga, ma non solo quella. L’idea è quella di ampliare l’offerta e diversificarla. Ma è necessario rivedere il lavoro in maniera più moderna, senza svenderci».
Sara: «Sempre in malga, ma con la consapevolezza che c’è bisogno sempre di tanto aiuto. E poi, visto che c’è anche l’azienda agricola a Canove, mi piacerebbe fare qualcosa di diverso, come la colazione in bottega. Ma bisogna ripensare la gestione».

Problema lupo?

Sara: «Non è un bel vivere. Siamo lì con il pensiero di perdere le manze, ma non so dire la soluzione».
Davide: «Il lupo è un problema politico e va risolto con la politica. Non siamo contro il lupo, ma siamo a difesa dei nostri animali. Mi arrabbio quando mi dicono “Anche se venite depredati, siete risarciti”. Non mi interessano i soldi, nessuno mi ridarà l’animale che è stato ucciso. Quest’anno Vaia ha sconvolto le zone di azione del lupo e, con il discorso dei boschi interrotti, ce lo siamo beccati noi. Passava in malga, spaventava le manze, ma non ne ha uccisa neanche una, perché andava alla ricerca di prede più facili».

Quanto vi aiutano i social a farvi conoscere e come state avvicinando le persone in malga?

Davide: «I social oggi sono basilari e l’impegno che vi dedichiamo sarà sempre maggiore. Stiamo portando a casa clientela giovane. Diversi gli eventi che proponiamo, tra cui teatro in malga all’alba, mettiamo cura nell’impiattamento dei nostri taglieri… cosa particolarmente apprezzata dai giovani».
Sara: «Ai social dedichiamo molto tempo. Dal fronte proposte, abbiamo presentato un libro quest’estate seguito da degustazione di formaggio e marmellate, abbiamo proposto, come da tradizione, l’alba in malga».