Cultura

Tracce di Dio nella fantascienza. Un incontro l’8 aprile

di Lauro Paoletto
«Bibbia e fantascienza possono sembrare mondi molto lontani, in realtà hanno molto in Comune». Don Aldo Martin, direttore dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose ‘A. Onisto’, inizia da qui a spiegarci da dove nasce l’idea dell’incontro pubblico su “Fantascienza e fede. Le tracce di Dio nella letteratura e cinematografia fantascientifiche” che si terrà al Centro Onisto a Vicenza tra meno di un mese, lunedì 8 aprile alle 20 e che avrà come ospite Guy Consolmagno S.I., astrofisico-teologo, direttore della Specola Vaticana, cultore di fantascienza.

Don Aldo, ma davvero fede e fantascienza hanno qualcosa in comune?

«Intanto sono dei racconti e hanno a che fare entrambi con l’universo dell’immaginario. Poi fanno riferimento all’idea di redenzione del mondo o del cosmo, anche se, ovviamente, con linguaggi molto diversi. Dio non è affatto assente nella fantascienza e, anzi, possiamo trovarne delle tracce».

Può farci qualche esempio?

«Ci sono saghe molto conosciute, tra le quali ‘Alien’, dove in un episodio si parla esplicitamente di Dio. Pensiamo poi a ‘Star Trek’, in cui i vulcaniani arrivano a celebrare alcune vere e proprie liturgie, o a ‘Guerre Stellari’, dove il gruppo degli Jedi vengono descritti come una sorta di religione con un proprio tempio e con le proprie verità nascoste. Possiamo dire che è proprio della fantascienza porre delle domande relative all’esistenza di Dio».

Che relazione c’è tra Dio e l’uomo nella fantascienza?

«Nei racconti e nei film di fantascienza troviamo talora la domanda esplicita relativa all’esistenza di un Creatore e se l’uomo può sostituirsi a Dio, dal momento che crea gli androidi. Così si pone la domanda conseguente: se l’uomo è simile a Dio, l’androide è simile all’uomo? Inoltre emergono i quesiti che da sempre accompagnano l’uomo del tipo: “Chi siamo?” “Verso dove andiamo?” »

Cosa vi spinge a proporre un incontro di questo tipo?

«Diciamo che è un dono che l’Istituto fa alla città. È offerta una possibilità ai cultori di fantascienza di vedere se ci sono o meno delle tracce nascoste di Dio. Da questo punto di vista l’ospite è davvero d’eccezione. L’incontro poi, vorrebbe intercettare anche l’interesse dei giovani e tiene conto del cammino in corso a partire dal Sinodo voluto da papaFrancesco».

Chi è Guy Consolmagno?

«È un gesuita e astrofisico. Ha raccontato che deve la sua vocazione a scienziato anche alla passione per la fantascienza. Come direttore della Specola Vaticana è impegnato a promuovere un dialogo continuo tra gli scienziati del mondo. In questo appuntamento potremo vedere, grazie a lui, scienza, teologia, e fantascienza che dialogano tra loro » .

E qual è il significato di tutto questo?

«Considerato il tempo di frantumazione dei saperi in cui viviamo, questo approccio è molto significativo ed evocativo perché permette di evidenziare che ci sono elementi comuni. Con riferimento alla fantascienza occorre ricordare che questa, già 20 anni fa, poneva alcuni problemi antropologici con cui ci troviamo a fare i conti oggi (in particolare le domande etiche relative alla robotica). In tal senso la fantascienza può rappresentare una nuova piccolo agorà, un ambito di incontro tra prospettive diverse».

È questa una scelta che da tempo connota l’Istituto. È così?

«Sì, sono convinto che nella post-modernità vanno cercati, senza timore, ambiti di dialogo, di “contaminazione” tra discipline diverse e piccoli pertugi di evangelizzazione. Occorre essere consapevoli che semi del Verbo sono presenti anche qui».

Commenta

Clicca qui per lasciare un commento