Editoriali

Il tempo è favorevole per una nuova presenza della Chiesa nel territorio

di Lauro Paoletto

La sfida più grande dal punto di vista culturale ed ecclesiale è chiara: «Riuscire a custodire i valori e le conoscenze del passato e nello stesso tempo restare aperti alle novità e alle trasformazioni offerte nel periodo in cui ci è dato di vivere». È uno dei passaggi con i quali il vescovo Beniamino, domenica scorsa in Cattedrale alla celebrazione di consegna degli “Orientamenti pastorale circa le Unità pastorali”, ha fotografato la situazione attuale e indicato in modo chiaro cosa c’è in gioco.

La celebrazione di domenica ha rappresentato una tappa significativa del cammino ecclesiale della Chiesa locale. Significativa nei contenuti e nella partecipazione. I numeri certo non sono tutto e non sono la cosa più importante, ma vedere la Cattedrale gremita di fedeli indica che quello in atto è davvero un cammino condiviso che ha coinvolto molte donne e uomini.

C’era un rischio per la nostra Chiesa, un rischio che mons. Pizziol ha indicato in modo netto: «di fronte alla diminuzione del numero dei presbiteri, dei religiosi e delle religiose, dei battezzati laici», ci si poteva lasciare «andare allo scoraggiamento» e chiudersi «nella rassegnazione». Questo non è avvenuto «grazie anche all’impegno e alla lungimiranza di tanti cristiani».

È stato ricordato il cammino sinodale che ha caratterizzato questi ultimi due anni per il quale, certo, forse si poteva fare di più, ma che ha rappresentato comunque un tempo di ascolto e coinvolgimento di moltissimi credenti, innanzitutto laici.

Alla fine di questo percorso è emerso che questo è il «tempo opportuno, favorevole», «per pensare a una nuova presenza di Chiesa nel territorio della nostra diocesi, con un nuovo volto e un nuovo stile evangelico» e domenica, in una Cattedrale «segno di speranza e di fiducia in cui pulsa il cuore responsabile di Chiesa», se ne è avuta la conferma.

Il cammino è tracciato, l’esperienza fatta sarà un tesoro per i passi futuri. Ora si conoscono anche le fatiche e i limiti, ma si sono intuite anche le potenzialità e gli spazi per camminare insieme. Si è intuito che tutto questo ha senso se è animato dallo Spirito, se è lui che guida questo cammino. E domenica si è sentito che lo Spirito c’è e soffia. A ciascuno di noi, alle nostre comunità, alle diverse realtà ecclesiali la responsabilità di mettere a disposizione del Signore i nostri pochi pani e pesci. Lo Spirito poi continuerà a fare il resto.

Commenta

Clicca qui per lasciare un commento