Spettacoli

Con “Il teatro sei tu” il Comunale omaggia il pubblico

di Margherita Grotto
Con 114 mila persone che l’hanno scelto in una città da 110.790 abitanti, il titolo della stagione 2019/2020 del Teatro Comunale città di Vicenza non poteva essere altrimenti: “Il teatro sei tu”. Un elogio a chi il teatro lo fruisce ma, soprattutto, lo fa vivere. I numeri della stagione appena conclusa lo dimostrano: il 51,12% dei ricavi è frutto dell’attività caratteristica pura, sintetizzabile nella vendita biglietti e abbonamenti, locazione sale e spazi.

È il pubblico che sostiene il teatro. Ed è un pubblico diversificato, competente, esigente e fidelizzato. Per questo, il teatro rinnova la sua proposta alzando l’asticella e presentando una stagione ricca di contenuti e suggestioni, la tredicesima.

Nella nuova offerta convivono poetiche della tradizione (con titoli dal repertorio di Pirandello e Goldoni) e nuovi percorsi di ricerca (la Danza al ridotto mette in luce coreografi e autori emergenti), contenuti di impegno civile (“Esodo” di Simone Cristicchi) e proposte di divertimento garbato (il circo contemporaneo e i calembours di Lucia Poli); la danza rimane punto forte (con l’israeliana Batsheva Dance Company e i canadesi Ballets Jazz de Montréal tra gli altri), la prosa è incentivata (tornano Ale e Franz); generi tipici dello spettacolo dal vivo si trovano accanto ad altri meno consueti, come l’arte a teatro, il cinema e il circo; e non mancano la canzone d’autore (Niccolò Fabi) e il musical (“We will rock you”), le danze folkloriche, il cabaret, l’operetta e l’opera lirica.

Oltre 100 date, da ottobre 2019 a maggio 2020, a cui si aggiungono gli appuntamenti al Cinema e i nuovi eventi. Entra nella programmazione anche la rassegna Musica delle Tradizioni con tre concerti di musica e danze dall’Andalusia, Bulgaria e Irlanda.

«Il Teatro Comunale è una fabbrica a ciclo continuo di arte e cultura – è il commento del Presidente della Fondazione, Roberto Ditri – con un’attenzione, in particolare, alle giovani generazioni. I nostri spettacoli, infatti, interessano anche la fascia “meno 9”, ossia i bambini ancora in grembo». «Comunale – gli fa eco il Segretario Generale, Pier Giacomo Cirella – non significa solo del Comune, ma anche della comunità tutta, quella che si riunisce per soddisfare un desiderio di cultura da vivere assieme».

In una Regione, il Veneto, in cui la recente approvazione della nuova legge quadro per la cultura (n. 17 del 16 maggio 2019) fa del creare reti elemento premiante, il Comunale risalta per la sua vocazione a lavorare connesso, capofila di una filiera virtuosa dedicata allo spettacolo dal vivo e non solo. Questa visione del TCVI è stata riconosciuta valida e premiata, anche in termini economici, dal Ministero per i beni e le attività culturali, che ha assegnato alla Fondazione un contributo annuale del FUS di oltre 50.000 euro per Danza in Rete Festival. «La Regione si impegna a sostenere il Teatro Comunale di Vicenza per la sua capacità di non rimanere chiuso in sé stesso, ma di fare rete con altre realtà in un intento proattivo e inclusivo» conclude Fausta Bressani, Direttore Promozione e Valorizzazione Culturale della Regione del Veneto, e la nuova stagione è un’ulteriore conferma di questi intenti.