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Diocesi di Vicenza e Congo. Un intreccio di legami.

Domenica 3 luglio il cardinale vicentino Pietro Parolin sarà a Kinshasa, capitale della Repubblica Democratica del Congo, per celebrare una messa nei giorni in cui Papa Francesco avremo dovuto visitare il Paese africano, viaggio che poi è stato annullato per motivi di salute.

Eccovi di seguito una raccolta di articoli per esplorare i molti legami che la Diocesi di Vicenza ha con il Congo.

Buona lettura e… buon viaggio!

Missionari vicentini in Congo

Ad oggi sono 8 i missionari vicentini presenti in Congo. Si tratta di:

  • sr. Maria Paola Vigolo (Comboniana) di Cornedo, in missione a Mungbere;
  • sr. Elena Carla Trevisan (Piccole Sorelle di Gesù) della Parrocchia di San Carlo a Vicenza, in Missione a Beni-Butembo fino a un anno fa, ora vive e lavora a Roma;
  • sr. Maria Arcaro (Poverella) di Camisano Vicentino, in missione a Mungafula-Kimbondo;
  • p. Silvano Ruaro (Dehoniano) di Monte Magré, in missione a Mambasa;
  • p. Dino Ruaro (Dehoniano) di Monte Magré, in missione a Mambasa;
  • p. Giovanni Magnaguagno (Saveriano) di Terrossa, in missione a Bukavu;
  • p. Pietro Mazzocchin (Saveriano) di Nove, in missione a Bukavu;
  • p. Roberto Salvadori (Saveriano) di Facca di Cittadella, in missione a Kindu.

Nella mappa seguente potete trovare i luoghi in cui operano i nostri missionari:

Di questi missionari, abbiamo raccontato:

Missionari martiri vicentini

Dalla nostra Diocesi sono due i missionari che hanno incontrato il martirio nella Repubblica Democratica del Congo, negli anni in cui il Paese si era rinominato con il nome di “Zaire”. Si tratta di fra Vittorio Faccin di Villacerla e di padre Giovanni Didonè, di Rosà, entrambi saveriani. Cliccando qui potete approfondire le loro storie.

Un Paese saccheggiato

In questa intervista intitolata “Congo, una ferita nel cuore dell’Africa” pubblicata sulla Voce lo scorso anno, la giornalista Anna Pozzi racconta la situazione del Paese e alcune delle cause della perenne situazione di conflitto che lo attraversano.

Il Congo al Museo Diocesano

La sua passione per i viaggi, ha portato il Vescovo emerito di Vicenza Pietro Nonis a collezionare una gran quantità di manufatti provenienti dall’Africa e anche dal Congo. Tra i pezzi presenti si trovano diversi tessuti Shoowa. Sono raffinati manufatti prodotti dalle popolazioni Shoowa (sottogruppo culturale dei Kuba dell’attuale Repubblica Democratica del Congo) chiamati comunemente dagli europei “velluti” in quanto ne richiamano la consistenza e la morbidezza. Vengono ottenuti seccando e raschiando le foglie della Raphia ruffia o Raphia taedigera. Le ciocche di rafia, una volta prodotte, vengono tessute e poi rasate sulla parte superiore; da questo processo è poi nato il termine “velluto”. Le decorazioni di questi tessuti mostrano principalmente combinazioni geometriche, mentre la gamma cromatica utilizzata va dall’ocra, beige al nero. Il Museo Diocesano di Vicenza ne conserva alcuni splendidi esemplari che fanno parte della collezione etnografica del vescovo Pietro G. Nonis e che potete vedere nella galleria qui sotto.