Diocesi

Il sorriso dei religiosi contagia il web

Cism e Usmi Vicenza lanciano la campagna social "Anche i religiosi ridono", curata da giovani di diverse Congregazioni. Culmine del progetto un convegno a febbraio 2021.
di Andrea Frison

Chi ha detto che i religiosi non sono allegri? In fondo, se si decide di entrare in convento, lo si fa perché quella scelta porta gioia nella propria vita. E raccontare quella gioia è il cuore dell’iniziativa social lanciata in queste settimane da Usmi e Cism di Vicenza, le associazioni che raccolgono rispettivamente le congregazioni religiose femminili e quelle maschili. 

“Anche i religiosi ridono” è il titolo scelto per l’iniziativa, curata e portata avanti da un gruppo di giovani religiosi delle diverse congregazioni presenti in Diocesi. Concretamente il progetto ha preso la forma di alcuni profili social su YouTube, TikTok, Facebook e Instagram per costruire un percorso che culminerà in febbraio, mese che la Chiesa dedica alla vita religiosa, con un convegno in presenza, se l’andamento dei contagi lo permetterà. «Nessuno fa una scelta di vita se non lo rende più felice – spiega suor Naike Borgo delle Orsoline di Vicenza, una delle promotrici del progetto -. Così abbiamo pensato di raccontare sui social, con semplicità, cosa ci rende felici nella nostra quotidianità. Noi giovani religiosi siamo molto diversi, di tante nazionalità e di tutte le congregazioni presenti in Diocesi, ma abbiamo scoperto che raccontarci questa gioia è un modo per sostenerci e incoraggiarci. Crediamo in una fede che si genera nell’incontro con Dio e con gli altri, con tutto ciò che comporta, imprevisti e gioie inaspettate comprese».

«Abbiamo pensato che a portare avanti l’iniziativa fossero i giovani, ma il progetto riguarda tutti i consacrati – spiega don Luciano Bertelli della Pia Società San Gaetano, segretario del Cism -. Siamo pochi, siamo anziani, siamo poveri, ma siamo insieme e vogliamo giocarci bene la partita, con il sorriso sulle labbra e a servizio della Diocesi».

Non nasconde le difficoltà della vita religiosa neanche suor Mariangela Bassani, Dorotea e delegata Usmi: «C’è bisogno di trattare il tema della gioia nelle nostre comunità perché viene manifestata poco – riconosce -. Le religiose sono sempre più anziane, le vocazioni sono in calo e molte comunità stanno chiudendo, ma non bisogna morire prima del tempo. Anzi, proprio perché il contesto è difficile bisogna viverlo con una buona dose di serenità interiore».

Entusiasta dell’iniziativa è anche don Beppino Bonato, delegato vescovile per la vita consacrata. «Siamo troppo abituati a celebrare il passato, ma qual è lo sguardo sul futuro? – spiega don Beppino -. Anche nelle congregazioni ci sono i “giovani”, se intendiamo coloro che hanno meno di 10 anni di professione religiosa. È importante che trovino spazio e iniziative come questa contribuiscono a creare un’atmosfera facilitante che permette alle congregazioni di assumersi rischi nuovi e gli eventuali errori. Non dobbiamo solo essere rivolti alle glorie del passato, ma alimentare speranze e stili di vita che permettono alle persone di stare bene con se stesse e con gli altri per esprimere al meglio il loro servizio».