Diocesi

Sono iniziate le assemblee vicariali tra speranze, curiosità e qualche timore

L’invito del Vescovo sta trovando ampia corrispondenza nei vicariati. La presenza non tradisce le aspettative: sia a Dueville che a Fontaniva, nello scorso fine settimana, circa duecento persone in rappresentanza di parrocchie e unità pastorali hanno preso parte ai primi incontri sul territorio per pensare, o sarebbe meglio dire “sognare”, insieme il volto di una Chiesa che, pur nella necessità di rivedere e alleggerire le proprie strutture, desidera continuare ad essere compagna di viaggio per le donne e gli uomini del proprio tempo, ritrovando slancio e generosità nell’annuncio del Vangelo. Significativa la presenza dei giovani, coinvolti, soprattutto a Dueville, anche come facilitatori del dialogo svoltosi nei piccoli gruppi di lavoro, con quello stile fraterno e solidale che il Papa ha proposto a tutta la Chiesa, in un “cammino sinodale” che va ben oltre i confini della nostra diocesi.

I partecipanti arrivano alla spicciolata, ricevono la cartellina con alcuni materiali utili ai lavori e prendono posto. Si percepisce una certa curiosità. Non tutti hanno perfettamente chiari gli obiettivi dell’incontro. Si chiariranno nel corso del pomeriggio. In tutti c’è però la consapevolezza che si tratta di un momento importante e c’è la voglia di stare insieme e di mettersi in gioco, di fare la propria parte. Il clima è sereno: anche se non ci si conosce, ci si guarda con il sorriso. Prima di tutto è un’esperienza di Chiesa e di quella fraternità e fiducia reciproca che nascono dal sapere di condividere la fede e un senso profondo di appartenza. Dopo i saluti di don Flavio Marchesini (vicario episcopale per l’evangelizzazione nelle parrocchie riunite in unità pastorale), a introdurre i lavori è un videomessaggio del vescovo Giuliano. Partendo dall’attuale situazione sociale segnata da conflitti armati in tante parti del mondo e dalle ferite e fragilità lasciate dalla pandemia, il Vescovo invita la comunità cristiana a cogliere questo tempo come momento di conversione personale e pastorale, con il conseguente ripensamento delle sue strutture e modalità di presenza sul territorio. Il Vescovo ricorda i 5 ambiti pastorali attorno a cui la diocesi da qualche tempo ha riorganizzato il proprio impegno (annuncio – celebrazione – prossimità – sociale e cultura – servizi generali), ma soprattutto si sofferma sull’icona biblica che illumina e accompagna il cammino della chiesa italiana nel contesto del processo più ampio del percorso sinodale: i discepoli di Emmaus, con la centralità della Parola, del Pane spezzato e delle relazioni rinnovate. «L’importante – conclude – è operare insieme un discernimento per essere insieme Chiesa viva, comunità generative di fede e di umanità sul nostro territorio».

Si formano a questo punto i gruppi di lavoro: 15, sia a Dueville che a Fontaniva, composti ciascuno da una dozzina di persone. Tre le domande su cui riflettere, confrontarsi, condividere. Ai facilitatori il compito di permettere a tutti di esprimersi, facendo attenzione che nessuno monopolizzi la discussione. Che cosa sta generando frutti buoni nella tua attuale esperienza di Chiesa? Che cosa ti ha colpito nel racconto dei tuoi compagni di gruppo? Quali sono i punti in comune, le convergenze che ci aiutano ad aprire prospettive nuove di impegno e di cammino?

I gruppi sono molto eterogenei, sia per parrocchie di provenienza, che per età, esperienze, ambiti di servizio. L’ascolto è empatico e sincero. Quasi a sorpresa emerge che tra le realtà che in molte parrocchie stanno dando segni di rinascita sono le proposte rivolte ad adolescenti e giovani, con il loro grande desiderio di stare insieme dopo gli anni difficili delle restrizioni legate al covid, e il fiorire della carità, con tanta generosità vissuta, molte volte nel nascondimento, verso chi più ha bisogno. Molti sottolineano con preoccupazione la disaffezione alla Messa domenicale, mentre altre pratiche spirituali sembrano essere in crescita, segno di un bisogno che fatichiamo ad intercettare. Si crea un ponte di simpatia soprattutto tra giovani e anziani. Gli adulti molte volte sembrano disinteressati alla vita delle comunità, presi da troppe altre cose, lontani. Nonni e nipoti più facilmente trovano in parrocchia un ambiente che risponde ai loro bisogni e desideri. Spesso si parla degli anziani e dei giovani come di un problema, ma qui si preferisce vederli come una risorsa preziosa. Altre parole che ricorrono sono anche “formazione”, “testimonianza” e “servizio”. Le vie maestre per annunciare il Vangelo.

Il confronto continua spontaneamente durante la pausa caffè, offerto con generosità dalle parrocchie ospitanti. La ripresa in assemblea introduce un nuovo elemento di discussione: la proposta, svilippata dagli organismi diocesani, per un riassetto di parrocchie e unità pastorali, con la possibilità di allargare le seconde e procedere ad una sensibile riduzione numerica delle prime. Si leva, prevedibile qualche mormorio. Quando si è toccati da vicino, su dimensioni con importanti risvolti anche affettivi, è inevitabile una certa resilienza al cambiamento. Del resto si tratta di ipotesi che ora andranno discusse anche nei singoli consigli pastorali. Prevale comunque un senso di fiducia, per continuare insieme questo «santo pellegrinaggio missionario di riforma della nostra Chiesa» come lo definisce il Vescovo nella Messa conclusiva.

Alessio Graziani e Anna Todescan

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