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Solidarietà da record per Beira, colpita dal ciclone

di Andrea Frison

Quasi 674mila euro da destinare alla ricostruzione del territorio di Beira, in Mozambico, colpito dal ciclone Idai lo scorso 14 marzo. È la somma raccolta nelle Diocesi di Vicenza e di Adria-Rovigo che insieme condividono la missione nella Diocesi di Beira con tre fidei donum.

La “gara di solidarietà” è proseguita anche nelle scorse settimane raccogliendo la cifra di 673.834,97 euro (il dato è aggiornato al 3 giugno). Il grosso della cifra è stato raccolto dalle Diocesi di Vicenza e di Adria-Rovigo; alla loro generosità ha fatto seguito quella di altre Diocesi ed enti, per una cifra di 104.997,50 euro.

Per quanto riguarda Vicenza, hanno partecipato alla colletta 231 parrocchie su 355 e sono stati inviati a Beira i primi 161.136 euro.

Agostino Rigon

«La risposta è stata sicuramente eccezionale – commenta Agostino Rigon, direttore dell’Ufficio missionario diocesano–. Tutto questo testimonia il legame forte che la nostra gente sente verso i missionari». Un legame testimoniato non solo dalle origini del Vescovo di Beira, monsignor Claudio Dalla Zuanna, originario della Provincia di Vicenza, ma anche dalla presenza di missionari vicentini, o di congregazioni vicentine. Alle offerte si sono associate le iniziative di alcuni gruppi di volontari partiti alla volta di Beira.

«La somma raccolta è davvero significativa, ma i bisogni in quella terra sono enormi–  afferma Rigon -. Invitiamo quindi i vicentini a continuare a proseguire con le donazioni». È, quindi, ancora attuale l’appello lanciato dal vescovo Dalla Zuanna all’indomani del ciclone: «Senza aiuti questa gente impiegherà anni a recuperare quello che in poche ore ha perso. Questo vale anche per le strutture pubbliche; in questo momento non c’è sul mercato il materiale di costruzione. Il grande lavoro sarà fra uno o due mesi, quando si dovrà iniziare la ricostruzione e le luci dei media sull’emergenza saranno spente». Un appello che ha trovato risposta nelle Diocesi di Vicenza e di Adria Rovigo: «Il pensiero di noi tutti non può limitarsi alla prima emergenza. Occorre ridare speranza alle popolazioni colpite anche a medio e lungo termine: se occorre scongiurare il colera, la fame, la sete nell’immediato, è pure importante aiutarle a rifare i tetti di ospedali, scuole e abitazioni, in cui abitare con sicurezza». Ulteriori aggiornamenti sarà possibile averli quando don Maurizio Bolzon rientrerà in Italia.