Editoriali

Sicurezza sul lavoro: responsabilità di tutti

di Raffaele Consiglio - Segretario Generale Cisl Vicenza

Dall’inizio dell’anno assistiamo a una continua crescita degli infortuni sul lavoro, incrementata con la ripresa delle attività economiche. Numeri degni di un bollettino di guerra, che si accumulano giorno dopo giorno e che non suscitano quella reazione forte che sarebbe lecito attendersi dalla società civile.

L’infortunio è una piaga che continua a colpire il mondo del lavoro in un clima che a volte sembra se non di indifferenza, certamente di rassegnazione. Perché ai numeri ci si abitua, al dolore degli altri anche, ma ci si dimentica che dietro ogni numero c’è sempre una persona, e con lei un’intera famiglia vera che soffre.

Si tende a pensare che questi incidenti siano il frutto della casualità, senza voler capire fino in fondo le cause, come invece sarebbe importante fare per intervenire con successo.

In realtà tra le vittime degli incidenti sul lavoro c’è una percentuale molto elevata di titolari d’impresa, siano essi agricoltori o artigiani. Questo conferma che il tema della sicurezza sul lavoro non può e non deve essere un tema divisivo, ma coinvolge tutti, e che all’origine molto spesso vi è una carenza culturale, anche questa purtroppo universale, più che un abuso delle necessità di impresa come la narrazione diffusa ci racconta….

Proprio per questo dobbiamo affrontare il tema in modo strategico e strutturato con progetti a lungo termine che disegnino cultura e formazione di tutti i cittadini ma anche con iniziative più immediate che consentano di produrre un cambiamento nel breve.

Credo che ci debba essere su questo tema una grande azione condivisa: non possiamo lasciare la questione alla responsabilità individuale. Occorre una presa di coscienza collettiva che può avvenire solo attraverso una grande campagna, promossa e coordinata anche dal Ministero del Lavoro, in grado di agire su più fronti: dalla comunicazione agli aspetti normativi.

In tutto questo, naturalmente, un ruolo fondamentale deve avere anche il mondo della scuola: dobbiamo iniziare fin da subito a sensibilizzare quelli che saranno i lavoratori di domani, senza avere paura di utilizzare anche campagne shock, come si è fatto in passato per ridurre gli incidenti stradali legati alla guida in stato di ebbrezza».

I numeri drammatici che si susseguono, tuttavia, impongono anche delle misure più immediate come il potenziamento degli Spisal, che lavorano sotto organico e senza le risorse necessarie per adempiere fino in fondo ai loro compiti. La lotta agli infortuni deve assumere priorità politica anche per la Regione. In tal senso dobbiamo fare in modo che il tema entri nel progetto strategico regionale e che rafforzino gli Spisal il cui ruolo infatti è fondamentale, anche in un’ottica di formazione sulla sicurezza nei confronti delle imprese. La materia è molto complessa ed estremamente tecnica e si capisce come una piccola impresa possa non avere al proprio interno le competenze necessarie, per questo vanno aiutate anche le piccole aziende innanzitutto con il sostegno operativo e con la formazione.

Dove però è comprovata la volontà di non rispettare le normative, o il disinteresse a farlo, prima degli eventi devono esserci sanzioni più pesanti rispetto a quello che accade attualmente.

L’incolumità dei lavoratori deve essere un valore fondamentale se vogliamo davvero mettere la persona al centro del mondo del lavoro.