Territorio

Sentinelle di speranza per il nuovo anno

Padre Ermes Ronchi. 

Due sole cose domando, per me innanzi tutto: 

  1. Imparare a ringraziare. Ringraziare a oltranza, ringraziare sempre, ringraziare tutti. Perché noi viviamo di ospitalità cosmica. Se non imparo a ringraziare, come una preghiera spontanea, non verrà mai la pace con l’altro, né l’umile piacere di vivere.
  2. Imparare a contemplare. Avere occhi profondi, meravigliabili, per la varietà e la bellezza dei volti, che sono la cosa più bella del mondo; per il creato che è come un atto d’amore sussurrato. Guardare come bambini, ascoltare come innamorati. Con tenerezza e compassione, che è il linguaggio che il sordo può sentire, che il cieco può vedere.

Natale è Dio caduto sulla terra come un bacio.

Associazione Presenza Donna.

Nell’anniversario dei 150 anni dalla nascita di Elisa Salerno non potevano mancare gli auguri di Presenza Donna! Un grazie a quante e quanti si sono posti in dialogo con questa vicentina, femminista, cristiana che ha vissuto per “la causa della donna”. Con lei auguriamo un 2024 ricco di fruttuosi confronti nel rispetto di ogni persona, nella reciprocità di genere, che ponga fine ad ogni discriminazione e violenza.

Circolo Laudato Si’ ‘Sala Teatro San Giorgio’.

Abbiamo passato un altro anno difficile. Tutto il mondo ne è stato interessato. Forse ci ha portato una pesantezza nel cuore e sicuramente tante preoccupazioni per il futuro. Ma il cambiamento potremo ottenerlo solo a partire da noi stessi, come singoli e come parte di una comunità. E così, noi del Circolo Laudato Si’ di San Giorgio in Bosco, per il nuovo anno, facciamo a tutti questo augurio: di tornare all’essenziale, alle cose veramente importanti, cambiando i nostri stili di vita verso l’ecologia Integrale. Auguriamo a tutti voi e a tutti noi, pochi oggetti (le nostre case mediamente ne sono già piene) e invece tante relazioni, esperienze, emozioni e amicizie, tutte belle, sincere, positive e vere. Tanta fraternità e pace! Ci auguriamo e vi auguriamo tanta ‘bellezza’ e tanto amore per la nostra Casa Comune. Per noi ‘bellezza’ e ‘amore’ sono le energie per salvare il mondo. Buon 2024!

Giorgia Caleari, capo scout Agesci.

Partecipare al World Scout Jamboree in Corea del Sud ci ha insegnato che l’incontro tra culture diverse può diventare una festa, anche nelle condizioni più difficili, perché “ogni altro è come noi” nel suo desiderio di pace e di bene. L’augurio è dunque che in questo nostro tempo, segnato da conflitti e divisioni, il nuovo anno possa far maturare in ciascuno di noi la dolcezza di uno sguardo fraterno su tutti gli uomini e le donne che incontriamo, perché un mondo migliore – lo abbiamo vissuto – è veramente possibile.

Don Maurizio Bolzon, fidei donum in Mozambico.

La tradizione associa, in metafora, l’inizio di un nuovo anno al bambino appena nato. Cosa ci chiederebbe, allora, questo bambino per questo 2024 entrante? Ci chiederebbe prima di tutto PACE. Perché un piccolo non sopporta le violenze, le grida, gli scontri. Perché in lui tutto dice vita, non morte. Ci chiederebbe di dargli l’ESSENZIALE, ciò che davvero conta: da mangiare, una palla, degli amici con cui giocare, genitori che gli vogliono bene. Servono tante cose per essere felici? Ci chiederebbe che gli preparassimo UN MONDO ACCOGLIENTE, per quando sarà grande. Fantasia? Luoghi comuni? Etichettiamo pure! Ma rimane che il bambino che ancora vive in noi probabilmente è ancora questo ciò che desidera. Buon nuovo anno.

Diacono Marco Fiorentino, con Giovanna e Ettore.

Quello che ci auguriamo per il nuovo anno è di poter vivere per quanto possibile nell’Amore reciproco verso tutti, per poter avere la possibilità di vivere l’esperienza della presenza di Colui che è Risorto. Chi perdura ogni giorno secondo i principi del Vangelo e trova nell’incanto dei cieli il suo massimo ideale, investe saggiamente il suo tempo in quel Gesù abbandonato che ci vive accanto.

Anna Gozzi, partecipante alla GMG.

Partecipare quest’anno alla GMG, la giornata mondiale della gioventù, è stata una grandissima opportunità per incontrare giovani da ogni parte del mondo e vivere momenti profondi di condivisione, spiritualità e festa. Il mio augurio per l’imminente anno nuovo è che questa fiamma, accesa in quei giorni tra singoli, movimenti, associazioni, si prolunghi immutabilmente nei contesti parrocchiali e diocesani. Questo è possibile attraverso l’ascolto e il confronto con voci giovanili nella realizzazione di progetti che vanno oltre i confini ecclesiali, che partono dal basso e che hanno il potere di tessere una rete sociale massiccia su tutto il territorio e arrivare a chiunque.

Don Ferdinando Pistore, fidei donum in Thailandia.

Qui in Thailandia la chiesa è povera di mezzi e di ambienti. Non abbiamo scuole, ospedali, oratori… . Per questo è più facile capire che la cosa più importante sono le relazioni che costruiamo, soprattutto a favore dei piccoli e dei poveri. Di recente abbiamo visitato alcuni villaggi portando alimenti, medicine e vestiti a persone anziane e a famiglie bisognose. Lo abbiamo fatto insieme alle assistenti sociali, che sono buddiste, e proprio loro ci hanno aiutato a portare il gioioso annuncio del Natale a queste persone. L’augurio per il nuovo anno è allora quello di imparare sempre di più a collaborare in fraternità e semplicità, per il bene di tutti!

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