Festival Biblico

Sarà “Polis” il tema dell’edizione 2019

“Polis”, ovvero “città” in greco, luogo in cui si vive la cittadinanza e la partecipazione politica. È questo il tema scelto per la quindicesima edizione del Festival biblico, in programma dal 2 al 26 maggio nelle diocesi di Vicenza, Verona, Padova, Rovigo e Vittorio veneto.

Come di consueto si partirà dalle Sacre Scritture per parlare di città e cittadinanza, cercando di riconoscere il “senso” delle città considerandone le trasformazioni avvenute nei tempi e le vicissitudini contemporanee, e interrogandosi sull’abitare e coabitare in esse.

Saranno tre le prospettive che verranno indagate negli appuntamenti culturali del Festival che, come di consueto, saranno caratterizzati da diversi approcci e diversi linguaggi.

In primis la prospettiva biblica e teologica che interrogherà il Testo Sacro per illuminare alcuni aspetti della realtà della città – presente nell’Antico e Nuovo Testamento nel doppio significato di città e cittadinanza – attualizzando anche la rifl essione a partire da alcune parole di papa Francesco che compaiono nel suo Evangelii gaudium “La nuova Gerusalemme, la Città santa (cfr. Ap 21,2-4) è la meta verso cui è incamminata l’intera umanità. È interessante che la rivelazione ci dica che la pienezza dell’umanità e della storia si realizzano in una città. Abbiamo bisogno di riconoscere la città a partire da uno sguardo contemplativo, ossia uno sguardo di fede che scopre quel Dio che abita nelle sue case, nelle sue strade, nelle sue piazze. La presenza di Dio accompagna la ricerca sincera che persone e gruppi compiono per trovare appoggio e senso alla loro vita. Egli vive tra i cittadini promuovendo la solidarietà, la fraternità, il desiderio di bene, di verità, di giustizia. Questa presenza non deve essere fabbricata, ma scoperta, svelata”.

La prospettiva antropologica e dell’abitare aprirà, invece, uno spazio di riflessione sulle città luogo/non luogo da costruire e abitare, interrogandosi sulla polis intesa sia come costruzione sociale e umana complessa e plurale, sia come costruzione architettonica, per arrivare a parlare, di relazioni e anonimato nelle città di oggi, di dialettica tra istituzioni e libertà, di centri e periferie, delle contraddizioni insite nella città, luogo “del sentirsi a casa” ma anche dello “spaesamento” estremo della possibile ingiustizia nonché di architetture degli spazi, di natura e di paesaggio nelle città di oggi.

La prospettiva socio-culturale e politica, infine, proporrà una rifl essione sullo sviluppo delle città e dell’idea di cittadinanza – come sono nate e si sono sviluppate tra motivi economici, politici, sociali e religiosi – per cercare di comprendere meglio la complessità della città contemporanea. In questo discorso, in particolare, emergerà come l’uomo abbia affrontato la sfida di apprendere le esigenze del vivere insieme e dell’ordine sociale organizzandosi in comunità in cui più persone, mediante la mediazione del rispetto e della giustizia, con-vivono e co-operano, e come oggi tutto ciò si intrecci con le nuove sfide della cultura urbana e della vita comune nel mondo plurale e globalizzato dove si produce una permanente ambivalenza e si generano nuove situazioni di svantaggio, povertà e marginalità.