Itinerari

Riscoprire la vecchia ferrovia assieme ad Asterix e Obelix


Il murale che racconta la storia del paese offre l’opportunità di rivivere i tempi della ‘vaca mora’.

Il tracciato dei binari è oggi percorribile a piedi o in bicicletta.

La storia di Piovene Rocchette è condensata in un grande murale di 14 metri inaugurato nei giorni scorsi nei Giardini Rodari nel centro del paese. Dedicata al cittadino onorario Albert Uderzo, autore del fumetto Asterix, il gallico più famoso al mondo, l’opera racconta gli avvenimenti salienti dal XII secolo a.C. fino alla prima guerra mondiale, illustrati gratuitamente da Lorenzo De Pretto, artista e fumettista piovenese, disegnatore per Topolino e Geronimo Stilton e creatore di Prezzemolo, popolare mascotte di Gardaland. Una visita a questa sorprendente opera artistica può essere l’occasione per un itinerario alla scoperta della vecchia ferrovia Rocchette – Arsiero, parte del più lungo tracciato che conduceva all’altopiano dei 7 Comuni. Un percorso che da Piovene porta fino ad Arsiero, passando per Velo d’Astico.
Lungo circa 10 km, è un cammino immerso nella natura e adatto a tutti: ciclisti in Mtb, mamme con passeggini o semplici appassionati di camminate e di nordic walking. Prima però vale la pena di ricordarne la storia: inaugurata nel 1885, la ferrovia a scartamento ridotto fu poi convertita a scartamento standard, ampliata nel 1910 verso Asiago con la tratta del ‘Costo’ a cremagliera e scartamento ridotto e successivamente rifatta nella tratta di Arsiero nel 1933 a scartamento standard, prima di essere definitivamente dismessa negli anni ’60 del secolo scorso. Il treno si fermava a Rocchette, Seghe di Velo d’Astico e Arsiero, collegando le industrie tessili dell’alto vicentino. Non a caso fu il noto industriale tessile Alessandro Rossi a volere la costruzione di quella che venne definita ‘la ferrovia più ardita d’Italia’ a causa delle numerose gallerie, dei ponti su fiumi e torrenti e del tratto che affrontava l’impegnativa salita del Costo per arrivare in altopiano.

L’episodio del murale dedicato alla ‘vaca mora’.
“Vaca mora” era il termine popolare con cui veniva chiamato il trenino a vapore che si arrampicava dalla pianura vicentina fin sull’altopiano e più in generale il termine andò a identificare i treni a vapore di montagna. Il tratto di ferrovia tra le stazioni di Cogollo e di Campiello della Rocchette-Asiago era provvisto di cremagliera per far superare al treno un dislivello di quasi 700 metri in poco più di 6 km. In quel tratto il treno avanzava molto lentamente a circa 10 km all’ora. Gli autori Chiericato e Gasparella, in un libro del 1995 sulla ferrovia Rocchette- Asiago, riportano un curioso e divertente aneddoto: ‘I giovani baldanzosi, volendo far vedere agli amici e alle ragazze il loro coraggio, scendevano dal treno in movimento, andavano a raccogliere un fiore e poi di corsa riuscivano a risalire nell’ultima carrozza con il fiatone e consegnavano l’omaggio alla ragazza più bella con un grande inchino’.

Oggi la stazione di Rocchette non esiste più e quella di Arsiero è attualmente la sede dell’Unione Montana Alto Astico. Sono molti gli spunti d’interesse che si incontrano in questo percorso a piedi o in bicicletta: dalle gallerie ai ponti; dagli stabilimenti di archeologia industriale dell’altovicentino alla suggestiva Rocca di Meda con il suo Eremo; dalla Pieve di San Giorgo a Velod’Astico di origine longobarda alla ex stazione di Seghe oggi trasformata in ristorante bar per una sosta cicloturistica. Da questo punto di vista privilegiato, che nasconde ‘magicamente’ le trafficate strade asfaltate, si possono ammirare le verdi campagne coltivate e le vedute sui monti vicini, dal Cimone di Tonezza al Cengio, fino al gruppo Priaforà Novegno Summano. Il percorso arriva ad Arsiero ma i più allenati e volenterosi possono scegliere di proseguire verso la vicina Val Posina percorrendo un secondo tratto, differente dal precedente e più impegnativo fino ad addentrarsi nelle forre della valle di Posina. In questo caso si consiglia però di fare attenzione a causa del fondo sterrato molto disconnesso e in salita, che richiede un minimo di esperienza escursionistica.


Il murale.

Tutto iniziò dal desiderio di don Vito Di Rienzo, ex cappellano in paese, di tramandare la storia alle giovani generazioni parlando il loro linguaggio. De Pretto, estimatore del talento di Uderzo, propone di coinvolgerlo, forte del fatto che il padre dello stesso Uderzo fu un piovenese emigrato in Francia nel 1923 e i suoi zii e cugini abitano ancora a Piovene. Il creatore di Asterix, scomparso la scorsa primavera, accetta con entusiasmo di autorizzare l’uso dei suoi due spassosi personaggi: Asterix e Obelix vengono inseriti all’inizio del racconto visuale e così il murale ripercorre le epoche storiche inserendo nella striscia i castelli medievali, i pellegrinaggi al Monastero del Summano, i frati Girolimini, le cave di pietra dura, i lanifici, le fabbriche di birra e la ferrovia. Tutto è fedelmente rappresentato, anche quello che non c’è più, come l’imponente Villa Benetti o la Stazione di Rocchette, importante nodo ferroviario per la Valle dell’Astico e per l’Altopiano di Asiago fino agli anni ’50. Per questo speciale legame con il paese e in riconoscenza della concessione dei suoi personaggi per il murale, nel dicembre 2019 il sindaco Erminio Masero ha conferito a Uderzo la cittadinanza onoraria di Piovene Rocchette. (ale.sca.)