Diocesi

Rinnovati gli organismi di partecipazione

«Sono molte le voci che vanno ascoltate con attenzione, rispetto, fiducia».
Un momento dei lavori della prima seduta del nuovo Consiglio pastorale diocesano

La pubblicazione dei nomi dei componenti degli organismi di partecipazione diocesani rappresenta un segno importante per la vita della nostra Chiesa locale e di come si esprime in essa la partecipazione del popolo di Dio. Per cogliere il significato di questi organismi e capirne i compiti ci siamo fatti aiutate da don Flavio Marchesini, direttore dell’Ufficio per il coordinamento della pastorale e da don Enrico Massignani, cancelliere vescovile.

«Papa Francesco – spiega don Flavio Marchesini – sta tentando, in modo creativo ma con alterna fortuna, di realizzare un grande sogno del Concilio: ridare la parola ai battezzati, nella convinzione che l’intero Corpo di Cristo ha il “senso della fede” e va ascoltato con rispetto. Dare la parola a tutti non è solo una rivendicazione “giovanile”. È piuttosto un balzo in avanti generato dallo Spirito che opera in una duplice direzione: ci fa crescere nell’ascolto dell’unica Parola, e ci sprona a far sentire la nostra voce, a prendere la parola per condividerla, annunciarla in modo sinodale, “popolo di Dio, presbiteri, vescovi e papa” insieme».

Il cammino, dunque, è avviato ma molto rimane ancora da fare.

«Davanti a noi – conferma don Flavio – c’è ancora molta strada da percorrere, c’è molto da fare perché i nostri luoghi e gli strumenti di ascolto siano ancora più a nati e aperti. Sono molte le voci – aggiunge – che vanno ascoltate con attenzione, rispetto, fiducia: la voce dei giovani, delle donne, dei senza voce e dei senza volto e soprattutto la voce di Dio, luce al nostro cammino. Solo una reale capacità di ascolto, ci renderà, infatti, annunciatori credibili».

Centrale in questa prospettiva è l’ascolto della Parola. Da lì – prosegue don Marchesini – «viene il desiderio di ascoltare i segni della nostra cultura, del nostro tempo, dei luoghi in cui viviamo, soffriamo, speriamo, realizziamo la nostra fede. È il “discernimento dei segni dei tempi alla luce del Vangelo” di cui parla Gaudium et Spes, 4, che fa di noi compagni di strada dell’umanità contemporanea».

In questo quadro si inseriscono anche i Consigli Pastorali, i consigli per gli affari economici, i gruppi ministeriali, il Consiglio presbiterale, il Collegio dei Consultori e ogni altro ministero che – evidenzia don Flavio – «sono molto più che strutture burocratiche o funzionali al benessere di una società: sono luoghi di ascolto, di discernimento, di preghiera, di condivisione, in modo che sia reso noto “ciò che lo Spirito dice” alla nostra Chiesa diocesana. Sono aiuti preziosi perché il Vescovo possa realizzare con gioia, forza e creatività il suo difficile compito di guida.

Con gioia, con dedizione, con amore alla nostra Chiesa diocesana, desideriamo riprendere un antico adagio: “Ciò che riguarda tutti, da tutti deve essere discusso e approvato” (ripreso in LG 12). Come nella Chiesa primitiva, possiamo ascoltarci, chiarire le rispettive posizioni, anche nel conflitto, ma sempre nella ricerca comune della verità e della comunione. Come non benedire il nostro tempo, e ringraziare il Signore per la chiamata a offrire il contributo negli organismi di partecipazione a finché il Vangelo sia sempre più conosciuto e amato?

Per questo, umilmente preghiamo: “Siamo qui, dinanzi a te, o Spirito Santo: sentiamo il peso delle nostre debolezze, ma siamo tutti riuniti nel tuo nome; vieni a noi, assistici, scendi nei nostri cuori; insegnaci tu ciò che dobbiamo fare, mostraci tu il cammino da seguire, compi tu stesso quanto da noi richiedi. Sii tu solo a suggerire e guidare le nostre decisioni, perché tu solo con Dio Padre e con il Figlio suo, hai un nome santo e glorioso” (preghiera “Adsumus”)».
Per quanto concerne la composizione e i compiti di questi diversi organismi don Enrico Massignani spiega innanzitutto che «il Consiglio Presbiterale è quel gruppo di presbiteri che coadiuva il Vescovo nel governo della Diocesi. Costituisce il “senato del Vescovo” e non un’organizzazione per la trattazione dei problemi di categoria dei presbiteri (non è un “sindacato” dei preti). In forza dello speciale legame sacramentale esistente fra il Vescovo e i presbiteri di una Diocesi, il Consiglio Presbiterale è infatti l’organismo al quale il Vescovo fa riferimento in modo prioritario per elaborare le scelte di governo della Chiesa diocesana».

Il Cancelliere considera poi il Collegio dei Consultori. «È formato da presbiteri scelti dal Vescovo tra i membri del Consiglio Presbiterale, ha il compito di coadiuvare il Vescovo nell’amministrazione dei beni della Diocesi e delle persone giuridiche a lui soggette, con particolare attenzione alle nazionalità pastorali dei beni ecclesiastici. Ha compiti di grande importanza quando in una Diocesi viene a mancare il Vescovo (ad esempio per rinuncia all’ufficio, trasferimento o morte) oppure quando questi è impossibilitato a governare (ad esempio per malattia); in particolare, spetta al Collegio dei Consultori la nomina dell’amministratore diocesano».

In fine don Massignani descrive il Consiglio pastorale diocesano. «È segno e strumento della comune partecipazione alla missione della Diocesi di tutti i fedeli (laici, ministri ordinati e membri degli istituti di vita consacrata). È il luogo principale in cui si realizza, in via ordinaria, la partecipazione dei fedeli all’elaborazione delle linee pastorali di una Diocesi. È suo compito studiare, valutare e proporre conclusioni operative su tutto ciò che riguarda la vita pastorale della Diocesi, offrendo al Vescovo elementi utili per formulare le indicazioni e gli orientamenti necessari al bene del popolo di Dio, che gli è affidato».