Editoriali

Restiamo umani. Sempre

di Lauro Paoletto

L’uscita di scena del governo giallo- verde dovrebbe (speriamo di poter usare presto il passato prossimo) portare alla revisione dei cosiddetti “decreti sicurezza”, provvedimenti simbolo del sovranismo salviniano. Speriamo così di non dover più assistere agli spettacoli disumani di porti chiusi e di navi cariche di povericristi che attendono, di poter attraccare. Ci auguriamo che, dopo aver attraversato ed essere sopravvissuti ad ogni sorta di disumanità, questi profughi non debbano più implorare un po’ di umanità per toccare la terra italica.

Di fronte a questa deriva che ha negato e umiliato ripetutamente la dignità di centinaia di bambini, donne, uomini in cerca, semplicemente (si fa per dire), di un futuro, se possibile anche migliore, in questi mesi ci siamo mobilitati in tanti al grido “Restiamo umani”. Queste sono quelle situazioni tipiche in cui si deve prendere posizione. Anche il nostro giornale ha dato ripetutamente voce a chi non ha voce e a chi si è dato da fare per chi non ha voce.

Ma ora non è finita.

Guai abbassare la guardia e disperdere quella consapevolezza che certe assurdità hanno contribuito ad alimentare circa la soglia sotto la quale si tocca la disumanità, si calpesta uno dei principi fondamentali sul quale si fonda la nostra società liberale e democratica. L’essere umani, il riconoscere nell’altro un valore intangibile, non è (o non dovrebbe essere) né di destra, né di sinistra. Per questo “la buona battaglia” va continuata.

Basta porti chiusi dunque.

Ma anche basta pullman che “scaricano” i profughi in qualcuno dei nostri comuni (senza che i sindaci non fossero neanche informati) come avveniva ai tempi del Governo Renzi.

Basta un’Europa colpevolmente inerme. Non basta, dunque, cancellare l’assurdità dei decreti sicurezza per ripristinare l’umanità.

Il governo giallo – rosso è atteso a una prova di efficienza e lungimiranza. L’accoglienza diffusa si era dimostrata una risposta intelligente, sostenibile, rassicurante per le nostre comunità.

Lo Sprar che il ministro Salvini ha cercato di smantellare va ripensato e riattivato. Va sviluppata una politica estera degna di questo nome nei confronti dei Paesi africani, non barattando l’impegno a trattenere i potenziali migranti in luoghi assolutamente disumani in cambio di qualche soldo.

Vogliamo credere che la buona battaglia per rimanere umani, portata avanti anche da diversi ambienti cattolici, continui, senza sconti.

Da parte nostra assicuriamo che questo impegno e questa vigilanza continueranno perché è questione di civiltà che, ripetiamo, non ha colore politico. Anzi, vorremmo impegnarci a contribuire ad alzare il livello di attenzione rispetto a ciò che nel nostro Paese è disumano, a ciò che nega la dignità di una donna o di un uomo.

Purtroppo, infatti, non ci sono solo le condizioni disumane in cui si trovano tanti profughi e migranti. Ci sono anche le condizioni dei carcerati che vivono situazioni di permanente sovraff ollamento in condizioni non tollerabili per un Paese civile.

Ancora, ci sono le condizioni gravissime in cui vivono tanti Rom, in campi che rimangono delle bombe sanitarie a cielo aperto.

Ancora ci sono i lavoratori schiavizzati (anche italiani) che devono sottostare alla violenza del caporalato e della delinquenza organizzata.

Tutto questo è disumano e per questo inaccettabile.

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