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«Ragazzini imprenditori per stare lontano dalle Maras»

In Guatemala, El Salvador e Argentina Giancarlo Munaretto, vicentino, aiuta dodicenni a imparare un mestiere. Sabato 13 luglio, a Creazzo, la presentazione del progetto grazie all'associazione "Amici del mondo" di Vicenza
Laboratorio di elettricità a Cuyultitán in El Salvador
di Marta Randon

Imparare un lavoro manuale, saper contare sulle proprie capacità per costruirsi un futuro collaborando con le imprese del territorio per evitare di cadere nelle mani delle bande criminali. È l’obiettivo di “Gaviatos Ninos Emprendedores” (Gabbiani ragazzi imprenditori), progetto di Giancarlo Munaretto, vicentino, insegnante all’Università di Cordoba in Argentina, che ha avviato in Guatemala, Salvador e Argentina dal 2017 con l’aiuto dell’associazione “Amici del mondo” di  Vicenza. 

Munaretto, 64 anni, partendo da precedenti esperienze missionarie legate alla Pia società San Gaetano (9 anni in Argentina, 6 in El Salvador e 6 in Guatemala), continua il suo impegno nei confronti delle popolazioni segnate dell’America latina. In particolare per molti anni il docente si è occupato del recupero di giovani attivi nelle Maras13 e Barrio18, feroci e spietate organizzazioni di bande criminali, attive soprattutto in Centro America. «Il fenomeno negli ultimi anni si è cronicizzato e ampliato – racconta -. Le bande hanno sempre più vincoli con il narcotraffico, la politica, la delinquenza organizzata, ed è difficile fare un lavoro di riabilitazione. Abbiamo scelto così di puntare sulla prevenzione. Insegniamo a ragazzini e ragazzine di 11-13 anni a diventare pasticceri, falegnami, sarti, lavorando sul potenziamento dell’autostima e collegandoli, grazie al microcredito, a realtà e aziende del territorio già avviate. I formatori sono tutti del posto».

Laboratorio di falegnameria a Patzun in Guatemala

Il progetto coinvolge un centinaio di piccoli, a Città del Guatemala, Salvador e Buenos Aires, dura tre anni e si articola in tre fasi: laboratori per la stimolazione e sviluppo di abilità manuali e pratiche; sviluppo di competenze psicosociali, leadership e valori collaborativi e umani; laboratori di amministrazione, marketing e gestione del microcredito. «Siamo giunti alla terza fase che comincerà a settembre » spiega Munaretto.

«Come il Gabbiano Jonathan Livingston l’obiettivo è spingere questi bambini a volare alto, ad uscire dagli schemi di vincolo legati alla microcriminalità, per potersi esprimere pienamente, offrendo loro strumenti utili. Molti giovanissimi abbandonano la scuola perché vengono prelevati dalle bande criminali. Persi, perduti, diventano le vittime principali e soffrono tantissimo. Ho visto centinaia di ragazzi trucidati, fatti a pezzi, conosco le loro storie nel profondo. Dietro ogni volto c’è un bimbo che ha sofferto nell’infanzia».

In Centro America, nel triangolo Honduras Salvador e Guatemala, per evitare il contatto con Maras e Barrio, i genitori mandano i figli verso la frontiera con gli Stati Uniti senza accompagnamento. Molti si perdono, altri entrano nel traffico di minori o di organi.  «Si parla di 60mila bambini senza un’identità raccolti in campi profughi – sottolinea Munaretto -. Abbiamo tutti visto la straziante foto dell’uomo e la figlia stretta a sé annegati nel Rio Grande. Erano salvadoregni. È realtà». Munaretto, in Italia per qualche giorno, presenterà il progetto “Gabbiani ragazzi imprenditori” questo sabato 13 luglio, all’interno dell’incontro “Vicentini  nel e per il mondo” (Villaggio di Andrea, a Creazzo, via Valscura, dalle 16.30).

Sarà presente anche Teresa Soardi, 89 anni, di Creazzo, che per 50 anni ha lasciato le sue testimonianze pittoriche “indigene e didattiche”, soprattutto all’interno di cappelle e chiese, in Patagonia, Perù, Guatemala, Salvador. Verrà ricordata anche l’incredibile avventura del celebre navigatore e scrittore Antonio Pigafetta a 500 anni dalla partenza per il viaggio attorno al mondo.