Diocesi

Quattro nuovi accoliti per la Chiesa Vicentina

Domenica 27 ottobre, alle 18.30, l'istituzione nella chiesa di San Pietro a Isola Vicentina da parte del vescovo Beniamino. Si tratta dell'ultimo tassello verso il diaconato permanente.
Dal secondo a sinistra verso destra: Giancarlo Milan, Fabio Fontana, Massimiliano Frigo e Claudio Pellizzaro.
di Giuseppe Bedin

Per Giancarlo Milan, Fabio Fontana, Massimiliano Frigo, e Claudio Pellizzaro (nella foto in ordine dal secondo da sinistra a seguire verso destra) domenica 27 ottobre sarà un momento particolarmente importante nel loro percorso formativo verso il diaconato permanente. 

Dopo il conferimento del lettorato lo scorso dicembre nella chiesa di Camisano Vicentino, il 27 ottobre, nella chiesa di San Pietro a Isola Vicentina, alle 18.30, saranno istituiti accoliti dal vescovo Beniamino. È l’ultimo tassello del loro cammino, il successivo sarà l’ordinazione. «Questo percorso ha dato e sta dando – dice Massimiliano Frigo, perito meccanico, 51 anni, coniugato con tre figli della parrocchia di S. Lorenzo in S. Pietro in Gù (Pd) – la coscienza viva dell’importanza della Parola e dell’Eucarestia per una piena vita di fede», all’interno di un itinerario che si riflette anche nella vita matrimoniale. «Nella nostra vita matrimoniale stiamo godendo di questo percorso. Mia moglie quest’anno è diventata ministro straordinario dell’Eucarestia». «È un tragitto che ha varie sfaccettature  – aggiunge Claudio Pellizzaro, 54 anni, libero professionista sposato, con tre figli e un nipotino, della parrocchia di S. Pietro Apostolo in Isola Vicentina -. È un cammino che oltre ad essere comunitario è personale, di coppia e familiare. Dire che è solo una scelta familiare e personale sarebbe un errore». Ma non è una strada che si percorre a cuor leggero. «C’è un misto di preoccupazione e gioia – continua Claudio pensando all’accolitato – nel senso che sono contento in quanto è un ulteriore passaggio, però questo avvicinarsi progressivo crea un pò di preoccupazione perché ci è chiesto un coinvolgimento sempre maggiore. Ci fa pensare soprattutto in merito alla testimonianza che diamo a livello personale, famigliare e che siamo chiamati a dare, anche se non ci è chiesto niente di straordinario, testimoniare quello che viviamo e crediamo». 

C’è una maggiore consapevolezza osserva Fabio Fontana, 47 anni, sposato due figli, infermiere della parrocchia di S. Giovanni Battista di Enna in Torrebelvicino. «Maggiore maturità e consapevolezza di essere cristiano, legata anche alla maggiore comprensione della centralità che l’Eucarestia riveste nella vita del cristiano e della comunità». Ma di fondo ci stà la fiducia osserva Giancarlo Milan, 64 anni, sposato, una figlia da poco in pensione, della parrocchia di S. Maria del Rosario in Camisano Vicentino. «Sapendo che c’è chi si fida di me sono portato a servire di più e meglio come risposta a questa fiducia che mi viene data. In questo cammino c’è un crescendo che parte con l’ammissione poi con il lettorato, adesso con l’accolitato. Fiducia della comunità che mi accompagna e di chi mi sta seguendo. è un crescendo di fiducia reciproca».