Caritas

Il punto sui centri di ascolto e accompagnamento

Nel 2017 25.383 persone incontrate e ascoltate, il 12% in più rispetto al 2016,  a fronte di 6.005 famiglie aiutate in vario modo. Questi i numeri delle attività dello scorso anno messe in campo dai Centri di Ascolto e Accompagnamento della rete Caritas Diocesana Vicentina e delle Conferenze San Vincenzo nelle 355 parrocchie della Diocesi di Vicenza.

È rivolta ai volontari di questi primari presìdi territoriali della Caritas la proposta di formazione permanente in ambito teologico-pastorale in programma sabato 20 ottobre dalle 15,15 alle 18,15 nel teatro del Seminario di Vicenza e dal titolo “Caritas parrocchiali e Centri di Ascolto: uno sguardo sul presente e prospettive future”. Relatrice sarà Francesca Levroni dell’Ufficio Formazione di Caritas Italiana, la quale accompagnerà gli operatori in una riflessione su cosa significa essere volontari Caritas, sulla genesi e l’evoluzione dei Centri di Ascolto, sui loro punti di forza e di debolezza e sulle prospettive future, legate ai cambiamenti sociali in atto.

“Sarà l’occasione – spiega il direttore della Caritas Diocesana Vicentina don Enrico Pajarin – per capire in cosa questo ‘ministero di prossimità’ debba migliorare e come la Caritas possa contribuire a questo cambiamento. È prima di tutto riflettendo sulle relazioni tra comunità, volontari ed Istituzioni, che gli animatori pastorali alla carità possono svolgere al meglio il proprio servizio a favore delle persone in difficoltà”.

Cosa sono i Centri di Ascolto e di Accompagnamento

I Centri di Ascolto e di Accompagnamento sono una testimonianza di prossimità, ove le persone in difficoltà possono incontrare operatori/volontari formati per ascoltarle e accompagnarle nella ricerca di percorsi di risposta ai bisogni manifestati. Valutata la situazione, si  elaboracon la persona ascoltata un progetto di prossimità e di accompagnamento, in rete con tutte le istituzioni territoriali afferenti al/ai bisogno/i. L’attività di un Centro di Ascolto, infatti, non si esaurisce nella relazione con le persone ascoltate ma implica un’interazione con il territorio, finalizzata a individuare le possibili risposte (già presenti sul territorio) ai bisogni incontrati. L’efficacia di un Centro di Ascolto non si misura solo nel numero delle situazioni “risolte” ma nell’apporto fornito alla costruzione di una Comunità capace di collaborare e condividere risposte ai bisogni,restituendodignità alle persone.

I numeri del 2017

Come detto, le persone ascoltate sono state 25.383, per un totale di 6.005 famiglie aiutate. Tra i generi di prima necessità, sono stati distribuiti 151.221 capi di abbigliamento e 491.763 kg di generi alimentari: rispetto al 2016, entrambe le erogazioni sono aumentate di circa l’1%.

Gli aiuti economici nel 2017 ammontano a 383.440 euro, distribuiti soprattutto per sostenere le spese per le forniture domestiche, la casa, i trasporti, i medicinali e per mandare i figli a scuola. Restando nell’ambito dell’istruzione, il servizio del dopo scuolain cui bambini e ragazzi vengono seguiti nei compiti a casa è stato attivato in 28 parrocchie/unità pastoralie ha accompagnato 406 fra bambini e ragazzi.

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