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Una persona su tre non ha accesso all’acqua potabile

di Patrizia Caiffa

Una persona su tre nel mondo non ha accesso ad acqua sicura da bere. Circa 2,2 miliardi di persone nel mondo non hanno servizi di acqua potabile gestiti in sicurezza, 4,2 miliardi non hanno bagni gestiti in sicurezza e 3 miliardi non hanno servizi di base per lavarsi le mani.

È quanto emerge dal rapporto sulle disuguaglianze d’accesso all’acqua e ai servizi igienico-sanitari reso noto da Unicef e Oms (Organizzazione mondiale della sanità). Il rapporto rivela che 1,8 miliardi di persone hanno ottenuto accesso a servizi di base per l’acqua potabile dal 2000, ma esistono forti disuguaglianze nell’accessibilità, disponibilità e qualità dei servizi. Si stima che 1 persona su 10 – 785 milioni – non abbia servizi di base per l’acqua, fra cui 144 milioni di persone che bevono acqua non trattata.

Il rapporto sottolinea inoltre che 2,1 miliardi di persone hanno ottenuto accesso a servizi igienici di base dal 2000, ma in diverse parti del mondo i rifiuti prodotti non sono gestiti in sicurezza; rivela inoltre che 2 miliardi di persone non hanno ancora servizi sanitari di base, di cui 7 su 10 vivono in aree rurali e un terzo nei Paesi meno sviluppati. Dal rapporto risulta che, nel 2017, 3 miliardi di persone non avevano servizi di base per il lavaggio delle mani con sapone e acqua a casa e che circa tre quarti della popolazione dei Paesi meno sviluppati non aveva servizi di base per il lavaggio delle mani. Ogni anno, 297mila bambini sotto i 5 anni muoiono a causa di diarrea legata a servizi idrici e igienico-sanitari inadeguati. Gli scarsi servizi igienico-sanitari e l’acqua contaminata sono legati anche alla trasmissione di malattie come colera, dissenteria, epatite A e tifo. «I Paesi devono raddoppiare gli sforzi sui servizi igienici, o non raggiungeremo l’accesso universale entro il 2030», ha dichiarato Maria Neira, direttore dell’Oms, Dipartimento della salute pubblica e dei fattori ambientali e sociali della salute.