Territorio

Pedemontana, il 4 dicembre apre il primo tratto

di Luca Pozza

È allo stato attuale la più grande infrastruttura in corso d’opera in Italia, destinata a cambiare la viabilità del Vicentino e dell’intero Nordest ma, una volta completata l’A31 Valdastico Nord, diventerà anche un corridoio privilegiato verso l’Europa. Stiamo parlando della Pedemontana Veneta, la superstrada a pedaggio, con alle spalle una storia lunga e tribolata, che collegherà l’alta pianura della nostra regione alle autostrade A4 e A27, tagliando orizzontalmente le province di Vicenza e Treviso, con l’attraversamento di 36 comuni.

Di quest’opera, il cui costo complessivo, secondo gli ultimi aggiornamenti, è salito a 2 miliardi e 258 milioni di euro, il 4 dicembre è previsto il primo storico taglio del nastro, con l’apertura al traffico di un tratto di circa 7 km tra i Comuni di Breganze e Marostica, già completato da un oltre un mese, ma bloccato (almeno così è stato precisato) da problemi di elettronica legati ai lettori ottici dei pass di ingresso e uscita. Al casello di Breganze, dove ci sarà l’inaugurazione, potranno accedere direttamente anche gli automobilisti che percorrono l’A31 Valdastico, nel tratto compreso tra Dueville e Thiene, quindi senza intasare la viabilità interna.

L’apertura del primo tratto rappresenta un “raggio di sole” soprattutto per coloro, amministratori ma anche cittadini, che temevano si trattasse di un’opera infinita, che in diversi Comuni sta provocando disagi sotto forma di cantieri. C’è da sperare ora in una conclusione rapida ma per il completamento saranno necessari almeno altri due anni, anche se i lavori da qualche mese stanno proseguendo a pieno regime. Il mese scorso era stato dichiarato cantierabile il 50% dell’appalto e secondo l’ultimo crono-programma stilato dai tecnici la fine dei lavori è prevista tra novembre e dicembre 2020. Gli interventi procederanno per stralci (ogni segmento è appaltato a più ditte diverse) e mano a mano che si concluderanno i lavori tra un casello e l’altro, il tratto verrà subito aperto e reso disponibile all’utenza. Una volta completata l’opera saranno 16 i caselli totali, tra cui i due di ingresso.

Il tracciato

L’arteria, della lunghezza complessiva di 94,747 km, compresi i 4,6 km riguardante il tratto iniziale sulla regionale 246 a Montecchio Maggiore, partirà per l’appunto, dal Comune castellano, dove si collegherà con l’autostrada Serenissima (qui è previsto lo spostamento dell’attuale casello di Montecchio sulla A4), per raggiungere alla fine del tracciato, il comune di Spresiano, nel Trevigiano, a nord del capoluogo della Marca. Qui sarà possibile immettersi sull’A27 d’Alemagna e attraverso quest’autostrada sarà possibile raggiungere Belluno e leDolomiti dirigendosi a nord, oppure verso l’Est Europa transitando per il Friuli Venezia Giulia. Si tratta come si può capire di un’arteria che una volta completata avrà una rilevanza a livello europeo e andrà a sgravare il traffico sull’A4 Serenissima, sempre più caotico a tutte le ore del giorno. Una volta completata si stima che sulla Pedemontana Veneta transiteranno 24 mila mezzi nei giorni di punta, ma tale numero è destinato a crescere con il passare degli anni.

La Pedemontana Veneta, che sarà l’unica superstrada italiana soggetta a pedaggio (ma per i residenti dovrebbe esserci la possibilità di transitare gratuitamente), interessa nella provincia berica l’ambito territoriale della vallata dell’Agno – dove si trova anche la galleria di Sant’Urbano, lunga esattamente 1.531 metri, che inizia nel territorio diMontecchio Maggiore per poi “rivedere la luce” a Castelgomberto – e della fascia pedemontana, tra Malo, Thiene, Breganze, Marostica e Bassano del Grappa nel Vicentino e tra San Zenone degli Ezzelini e Montebelluna nel Trevigiano. Quella più lunga in assoluto è la galleria di Malo, dove si transiterà per 6.1 km, che dovrebbe finalmente sbloccarsi dopo una vicenda giudiziaria legata ad un crollo che provocò la morte di un operaio.

La costruzione dell’opera, per la quale sono stati necessari oltre 3 mila espropri tra le due province, da anni sta provocando disagi per i lavori, con alcuni comuni – è il caso di Villaverla, di Castelgomberto e quelli del Bassanese – il cui territorio è stato letteralmente spezzato dal passaggio dell’arteria. Proprio qui i lavori continuano a creare intralci alla viabilità e ai residenti, vista anche la necessità di realizzare strade e collegamenti all’uscita dei caselli. Per capire l’imponenza dell’opera basti aggiungere che sono previste opere della viabilità di collegamento ai caselli per circa 53 chilometri complessivi. Anche se in alcuni comuni, soprattutto nel Bassanese, ci sono alcuni sindaci sul “piede di guerra” proprio per la realizzazione di questi snodi che a loro parere non sono congeniali a una viabilità futura snella ed efficace.

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