Itinerari

Pedalata tra umi e risorgive. È la Media Pianura Vicentina

Cicloturismo


Un anello di 45 km attraverso meravigliose ville storiche e architettoniche dove la protagonista è l’acqua.

Si avvicina la bella stagione, e la voglia di inforcare la due ruote e percorrere piste immerse nella natura e nella cultura locale è tanta. Un percorso cicloturistico sempre più battuto negli ultimi anni da appassionati ciclisti, ma anche da amatori e famiglie a piedi o in bici, è quello della Media Pianura Vicentina, ai più conosciuto come Piar. Un vero e proprio “corridoio verde” che attraversa l’area compresa tra il fiume Tesina ad Ovest, al confine con Vicenza, e la destra Brenta ad est. Una zona di circa 121 km quadrati di superficie che include i Comuni di Camisano Vicentino, Grisignano di Zocco, Grumolo delle Abbadesse, Quinto Vicentino, Torri di Quartesolo in provincia di Vicenza, e il comune di Gazzo in provincia di Padova.
Una fertile e verdeggiante pianura che offre infinite possibilità di viverla e gustarla. Lontani dal traffico, si cammina o pedala lungo argini a pelo d’acqua (l’ambiente è caratterizzato dalla presenza di fiumi, risorgive, torrenti e rogge), terreni coltivati a riso (le famose risaie di Grumolo delle Abbadesse), fino a imbattersi in meraviglie storiche e architettoniche, come Villa Godi Piovene Porto Godi a Grumolo, progettata dall’architetto Vincenzo Scamozzi nel 1597 per l’insigne casata dei conti Godi, Torre Rossa a Bevadoro, punto di riferimento che tra il dodicesimo e il quattordicesimo secolo segnava il confine tra i contadi di Padova e
di Vicenza, Molino le Macine a Gazzo del 1523, Villa Magrin, piccola punta di diamante della campagna vicentina a Grisignano di Zocco, Villa Thiene, riconosciuta come Sito Patrimonio Mondiale dell’Umanità da parte dell’Unesco, oggi sede del Comune di Quinto Vicentino, ponte sul Tesina, a Torri di Quartesolo, opera della seconda metà del Cinquecento attribuita all’architetto Andrea Palladio.
Un reticolo rurale, conosciuto anche come “la piccola Olanda”, in cui l’agricoltura ha definito i contorni del paesaggio e l’identità locale, e ancora oggi svolge un ruolo di conservazione e presidio dell’ecosistema. L’acqua è il fil rouge di un percorso che offre distese incontaminate punteggiate da preziose ville palladiane, mulini, cascine, case a corte, colombaie, resti di fortificazioni che testimoniano le vicende storiche medievali, e luoghi di culto che raccontano la religiosità popolare.


Un vero e proprio “corridoio verde” attraversa l’area compresa tra il ume Tesina ad Ovest e la destra Brenta ad est.

 

Il Ponte sul fiume Tesina.

Il Tesina e il Ceresone, i due corsi d’acqua principali,assieme a rogge quali Tergola, Tribolo, Armedola, Tesinella e altri torrenti minori hanno favorito lo sviluppo di un’agricoltura basata su coltivazioni ad alto fabbisogno idrico, in primis il riso.

Un mulino.

Numerosi segni testimoniano l’uso dell’acqua per scopi irrigui, idroelettrici e di produzione. Notevole, lungo il Piar, è la presenza di manufatti e opere idrauliche, quali chiuse, idrovore, pompe, centrali idroelettriche e mulini, alcuni molto antichi, ben conservati e talvolta ancora in funzione.
Il Percorso Cicloturistico della Media Pianura Vicentina è un anello di 45 Km, sicuro e alla portata di tutti, che attraversa i sei Comuni – e che a Grisignano di Zocco si innesta sul tracciato della pista ciclabile di interesse regionale Treviso- Ostiglia, agganciandosi così al trevigiano e all’alto padovano, con cui costituisce di fatto un interessantissimo reticolo di vie ciclabili -, toccando tutti gli aspetti più interessanti dell’area. Non resta che scegliere da quale Comune fissare la partenza e l’arrivo.
Un viaggio con tempi e ritmi tranquilli attraverso verdi praterie in cui la vegetazione si specchia sui corsi d’acqua e dove ammirare splendide ville spesso circondate da risaie o campi di cereali, antiche pievi e oratori, fattorie didattiche, aziende agricole e agrituristiche, in cui è consigliata una sosta per ristorarsi degustando le delizie della terra e acquistando i prodotti tipici.
Tra i tesori del gusto figli di questa terra troviamo il già citato Riso di Grumolo delle Abbadesse, coltivato sin dal Cinquecento grazie all’opera delle monache dell’abbazia benedettina di San Pietro di Vicenza. Tradizionalmente si coltivano le varietà carnaroli e il vialone nano, quest’ultimo inserito dalla Regione del Veneto e da Slow Food tra i prodotti da tutelare e promuovere. Nel 2008 il Comune di Grumolo ha istituito, per il riso, il marchio DeCo, quale produzione specifica del territorio. Marchio DeCo anche perl’AsparagodiMarola,frazionediTorri di Quartesolo, prodotto ideale per il piatto stagionale e tradizionale “sparasi e ovi”. L’area del Piar ha anche il privilegio di essere sede di un altro Presidio Slow Food, il Mais Biancoperla, antica varietà pregiata la cui produzione è tornata ad essere oggi quantitativamente significativa e la farina ad essere richiesta dai consumatori. Il percorso cicloturistico Piar si caratterizza, dunque, per essere uno dei più suggestivi – e gustosi – del Veneto.

Info: percorsomediapianuravicentina.it

Mappa del percorso.