Diocesi

Due nuovi diaconi per la chiesa vicentina

Mauro Cenzon e Federico Rovarin vivranno l'ordinazione diaconale come tappa per diventare preti.
di Vincenzo Grandi

La cerimonia di domenica 30 agosto sarà un momento di festa per la Chiesa vicentina anche per l’ordinazione di due diaconi in cammino per diventare sacerdoti.

A compiere questa importante tappa del loro percorso saranno Mauro Cenzon della parrocchia di San Bernardino di Camazzole, alunno del Seminario diocesano in esperienza nell’Unità Pastorale Valli Beriche, e Federico Rovarin della parrocchia del SS. Redentore di Monselice, religioso dei Frati Minori del Nord Italia attualmente in servizio nel Convento Santa Croce a Villa Verucchio in provincia di Rimini. 

Mauro Cenzon
Federico Rovarin

 

«Mi sto avvicinando con gioia ed emozione a un passo importante, perché con l’ingresso nell’ordine inizio una nuova vita e mi assumo impegni di sobrietà, celibato e obbedienza al Vescovo per tutta la vita – spiega Mauro Cenzon -. In questi anni di seminario ho riflettuto e ho lavorato molto per prepararmi a questa scelta di diventare ministro della Chiesa: so che ci saranno gioie ma anche grandi responsabilità. In questa direzione, le esperienze in parrocchia e al Villaggio SOS mi sono servite anche per capire che questa è davvero la mia strada».

Anche per frate Federico Rovarin l’esperienza “sul campo” è stata una delle scintille che ha fatto scattare la volontà di intraprendere il percorso verso l’ordinazione diaconale. «La scelta di mettermi in cammino per l’ordine sacro è maturata nel tempo, anche attraverso il lavoro fatto con la pastorale giovanile – racconta -. Nella motivazione dello spirito e nelle relazioni costruite ho intravisto un regalo che arrivava dal Signore. Ho capito che avevo bisogno di questo passaggio: ho così lasciato da parte i timori e mi sono lasciato guidare dalla fede, come ho fatto 12 anni fa quando ho intrapreso l’avventura di diventare frate. C’è un po’ di rammarico perché le restrizioni non consentiranno di condividere appieno questo momento di festa con i tanti che ci sono stati vicini in questo cammino, ma dobbiamo saper accogliere e vivere questa situazione».