Veneto 2020

Paolo Benvegnù

Paolo Benvegnù – Solidarietà Ambiente Lavoro

«Prioritario portare la banda larga ovunque per ridare centralità ai territori marginalizzati».

  1. Noi crediamo che sia necessaria una totale discontinuità con le politiche fatte dalla Regione Veneto negli ultimi dieci anni e non solo. Intanto, sotto il profilo dell’ambiente e della tutela del territorio, che oggi a fronte della evidenza dei cambiamenti climatici è fondamentale. Esiste un problema grave dal punto di vista sociale, che l’epidemia e la conseguente crisi di settori centrali dell’economia veneta hanno ulteriormente messo in luce. Circa il 20% della popolazione residente nella regione si collocava nel 2018 attorno o sotto la soglia della povertà relativa: questa percentuale è sicuramente aumentata, ma non si vede una risposta adeguata. Le politiche liberiste centrate sul mercato come regolatore ultimo e sulle imprese erano insostenibili prima; lo sono ancora di più adesso.
  2. L’autonomia come è proposta e in qualche misura praticata nella nostra regione è una nuova forma di centralismo veneziano. Per noi la vera autonomia si ha rafforzando il ruolo dei Comuni e delle Province.
  3. Riteniamo che un solo grande progetto di infrastruttura sia necessario, quello di portare ovunque la banda larga. Le ragioni sono evidenti per tanti motivi, ma ne sottolineiamo uno in particolare: con la diffusione della banda larga è possibile pensare di ridare centralità ad aree del territorio che sono state marginalizzate e che con opportuni investimenti nei servizi potrebbero rompere la fuga dei residenti e diventare ancora attrattive.

Paolo Benvegnù, 68 anni, originario di Cessalto (Tv), ma da tempo residente a Padova, è stato militante di Potere Operaio. Laureato in scienze politiche, Benvegnù è stato operaio nella fabbrica di corso Stati Uniti a Padova dove una volta veniva stampato “Il Corriere della Sera”.