Cultura

Operaestate omaggia Ermanno Olmi con sei film

Sei film per ricordare Ermanno Olmi. Li ha in programma Operaestate Festival, che dal prossimo mercoledì dedicherà una mini rassegna al regista scomparso lo scorso 7 maggio ad Asiago, all’età di 86 anni. le proiezioni, tutte in programma all’Oratorio di Ca’ Erizzo, cominceranno con La leggenda del santo bevitore (27 giugno alle 21) pellicola vincitrice del Leone d’Oro a Venezia nel 1988, per proseguire con L’albero degli zoccoli (28 giugno alle 21), Palma d’oro al Festival di Cannes nel 1978 e grande racconto dell’Italia contadina. Un’Italia, invece, cittadina è quella narrata da Il posto (29 giugno alle 19), film legato alla storia personale di Olmi anche per il fatto che durante le riprese conobbe la moglie, Loredana Detto. Vicino a “casa nostra”, in Valbrenta, è stato girato Lunga vita alla signora! (29 giugno alle 21) film del 1987, mentre di anni più recenti è l’acclamato Il mestiere delle armi (30 giugno alle 19), del 2001, vincitore di 9 David di Donatello e 3 Nastri d’argento. Conclude la rassegna l’ultima opera girata dal regista, il documentario sul cardinale Carlo Maria Martini, Vedete, sono uno di voi (30 giugno alle 21), uscito lo scorso anno. Il film è in un certo senso anche il punto di arrivo della ricerca spirituale di Olmi, ben marcata nelle opere girate dal regista nell’ultimo decennio (basti pensare a Centochiodi, 2007, e a Il villaggio di cartone,2011).

La scuola Ipotesi Cinema

Che una simile rassegna si svolga a Bassano, poi, non è un caso. Nella città del Grappa, nel 1982, Olmi fondò la scuola di cinema “Ipotesi Cinema”, ospitata nei locali della casa di riposo di Villa Serena. L’idea crebbe grazie anche all’appoggio di Paolo Valmarana, storico produttore di cinema della Rai. La scuola proponeva un metodo di laboratorio collettivo, nel quale tutti i partecipanti contribuivano nelle attività di regia, sceneggiatura, ripresa e montaggio. L’obiettivo era di diventare “autori” a tutto tondo, non semplici professionisti. Una sorta di “bottega dell’arte” o di “osteria” come ne parlava lo stesso Olmi, nella quale si apprende “facendo”, in una dimensione di colloquio, di scambio di idee e di energie creative. Con l’appoggio di Paolo Valmarana, Rai 1 finanziò un programma di dodici puntate di un’ora ciascuna (Di paesi e di città, andato in onda nel 1985 e replicato nel 1988) nelle quali furono trasmessi cortometraggi e documentari realizzati dagli allievi della scuola, tra i quali erano Francesca Archibugi, Mario Brenta, Giacomo Campiotti, Piergiorgo Gay, Markus Imhof, Augusto Tretti, Maurizio Zaccaro. In seguito furono realizzati anche veri e propri film: Maicol (1988) di Mario Brenta, In coda alla coda (1989) di Maurizio Zaccaro, Quasi un anno (1983) di Giorgio Diritti, Io non ho la testa (1996) di Michele Lanubile, Case (1997) di Rodolfo Bisatti, Domani (1997) di Giulio Ciarambino, Tre storie (1998) di Piergiorgio Gay e Roberto Sanpietro. Sul finire degli anni ‘90 la scuola si trasferì a Padova e da qui a Bologna, nel 2003, nella sede della celebre Cineteca.