In primo piano Mozambico

Oltre duecento orfani nella parrocchia di Mafanbisse

Bambini accuditi dalla Pia Società di San Gaetano nella missione di Mafanbisse.
di Andrea Frison

Sono 250 gli orfani che bussano alla porta della missione ‘Buon Pastore’ di Mafanbisse, in Mozambico, gestita dai religiosi e dai diaconi della Pia Società San Gaetano. Mafanbisse si trova a 55 chilometri da Beira, lungo il ‘corridoio’ stradale che collega la città allo Zimbabwe, lungo il quale sono sorti centinaia di abitazioni improvvisate e villaggi, tutti spazzati via dal ciclone Idai dello scorso 14 marzo.

«All’indomani del ciclone abbiamo offerto quotidianamente una refezione (un bicchiere di latte e un pane, o una zuppa, o una papa) a due gruppi di ragazzi per un totale di quasi trecento bambini al giorno». Così racconta don Piergiorgio Paoletto della Pia Società San Gaetano, che lavora nella missione di Mafanbisse assieme a don Michele Sartore e a due diaconi. «Tra questi bambini, moltissimi sono orfani – prosegue il religioso -. Ne abbiamo stilato una lista, in tutto sono 250. Oltre al cibo, offriamo loro vestiti e coperte perché qui in questa stagione fa abbastanza freddo la notte. È un lavoro grande». Il territorio in cui rientra la missione di Mafanbisse, opera anche una Ong, “Cucina internazionale”, «che offre quotidianamente cibo ai bambini che frequentano la scuola – spiega don Piergiorgio -. Questo ci ha permesso di ridurre il numero dei bambini, altrimenti non saremmo riusciti a far fronte alle esigenze di tutti, con le strutture precarie di cui disponiamo. Ci occupiamo dei bambini da 1 a 6 anni, un centinaio in totale, ogni giorno. La maggior parte di loro sono orfani».

Se nella città di Beira, a sei mesi dal ciclone, è tornata una certa normalità di vita, nell’entroterra il livello di emergenza è ancora alto. «Sulla tragedia del ciclone Idai è ormai calato il sipario – si sfoga il missionario -. I mezzi di comunicazione internazionali come quelli locali non ne parlano più. Tutto è relegato nel dimenticatoio e questo può far passare l’idea che ormai tutto si è risolto. Ma la realtà è un’altra. Le ferite provocate dal ciclone sono ancora vive nella carne della gente e nelle strutture abitative. Non ci siamo ancora fermati un istante. Ai soccorsi di emergenza iniziali siamo passati alla fase di aiuto per la ricostruzione. Incominciando dalle persone sole, anziane, malate stiamo offrendo materiale e mano d’opera per lacostruzione di case».

Si può contribuire alla ricostruzione di Beira tramite bonifico intestato a “Diocesi di Vicenza” su Iban IT77 M 05034 11806 000000003528 con causale “Progetto ricostruzione ciclone Mozambico”.