Museo Diocesano

Oltre 10mila visitatori nei primi sei mesi del 2019

di Andrea Frison

«I musei in cui operate rappresentano il volto della Chiesa, la sua fecondità artistica e artigianale, la sua vocazione a comunicare un messaggio che è Buona Notizia». Ne è convinto papa Francesco, che recentemente ha sottolineato: «Tutti hanno diritto alla cultura bella! Specie i più poveri e gli ultimi, che ne debbono godere come dono di Dio».

Mons. Gasparini

Un tema, questo, caro anche al Museo Diocesano di Vicenza. «Per tutta l’estate – spiega il direttore, mons. Francesco Gasparini – proseguirà “Museoxtutti”, il progetto che ci permette di aprire le porte a laboratori gratuiti rivolti ad un tipo di utenza che difficilmente trova collocazione in un ambiente museale: dalla disabilità al disagio sociale, fino agli anziani in strutture residenziali. Sono aperte le iscrizioni e le associazioni possono contattare il Museo per avere maggiori informazioni a riguardo (0444.226400). Sempre nell’ambito di questa attività abbiamo pensato all’Università adulti/anziani Rezzara con una serie di incontri tra fine giugno e inizio luglio dal titolo “Romanorum Convivium” dove, accanto alla visita del Criptoportico romano, ci sarà la possibilità di assaggiare pietanze dell’antica romanità».

Dallo scorso gennaio, il Museo ha registrato oltre 10mila accessi, di cui oltre 6mila per le attività educative. «A metà maggio si sono concluse le attività rivolte alle famiglie, che ne ha viste partecipare circa 170, per un totale di 525 persone». Un’attenzione, quest’ultima, che trova ancora sintonia nelle parole del Papa: «Gli spazi urbani e la vita delle persone hanno bisogno di musei che permettano di gustare questa bellezza come espressione della vita delle persone».

«L’estate è un momento di stasi per il museo, tempo dedicato a progettare e rinnovare l’offerta per il prossimo anno scolastico – spiega mons. Gasparini -. Nonostante ciò, abbiamo pensato di proporre un paio di concerti (3 e 24 luglio alle ore 21) per allietare, nell’incanto della Loggia Zeno, chi vive la città in questa stagione».

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