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Olimpiadi 2026 a Milano e a Cortina: le reazioni

«Stiamo festeggiando e siamo ancora emozionati per la vittoria della candidatura di Milano e Cortina come sede per ospitare le Olimpiadi invernali 2026». Lo dice Paola Abbiezzi, direttore didattico del master “Comunicare lo sport” dell’Università Cattolica. «La gioia è che si tratta di un grande evento che siamo certi  sarà un motore culturale per il movimento sportivo. Dal lavoro che già stiamo facendo in Università Cattolica abbiamo la sensazione che davvero ci sia una sensibilità nuova per lo sport, che non sia più percepito solo come qualcosa di performante. Un evento come le Olimpiadi non può che essere un catalizzatore del movimento culturale dello sport». La professoressa si aspetta, quindi, degli effetti benefici: «Già Expo, che era stata accolta a Milano con perplessità come evento, ha invece stimolato a fare molto. Un evento come le Olimpiadi speriamo possa avere una ricaduta positiva sul movimento sportivo e sul valore che lo sport può insegnare ai giovani». Abbiezzi ricorda anche «il problema vero dell’abbandono dello sport, mentre le Olimpiadi possono essere il modello di un’attività che coinvolge tutti».

«La decisione del Comitato olimpico internazionale è la prova che il Sistema Italia vince nelle istituzioni sovranazionali quando c’è un progetto credibile, frutto del lavoro e dell’interazione tra pubblico e privato, sostenuto da tutti. Siamo molto contenti anche per il ritorno economico perché l’appuntamento del 2026 sarà un’occasione per costruire infrastrutture e creare nuovi posti di lavoro». L’ha affermato Roberto Rossini, presidente nazionale delle Acli, dopo la vittoria della candidatura di Milano e Cortina come sedi delle Olimpiadi 2026.

«Esprimiamo grande soddisfazione per l’assegnazione delle Olimpiadi invernali del 2026 all’Italia – ha dichiarato il presidente di Us Acli, Damiano Lembo -: è un segnale importante per tutto lo sport italiano che ci spinge a rilanciare la nostra attività dove ai valori sportivi si accompagnano quelli di inclusione e fratellanza».

«Nello slogan “Dreaming together” c’è già il senso di tutto: aggregare, fare sistema, cercare di tenere assieme poli, centri, geografie diverse di un Paese come l’Italia, che, più che mai, ha bisogno di collante, di qualcosa che tenga unito». Lo dice Paolo Dalla Sega, professore di Valorizzazione urbana e grandi eventi all’Università Cattolica di Milano, commentando la vittoria della candidatura di Milano e Cortina come sedi delle Olimpiadi invernali 2026. «Ho trovato molto positiva, anche per l’esito ovviamente, la delegazione italiana con regioni, città diverse, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il messaggio del capo dello Stato che hanno molto insistito su questo essere insieme, sulle capacità nuove dell’Italia: la bellezza e l’accoglienza le conosciamo, ma anche una capacità organizzativa, che probabilmente viene da Expo e che adesso sarà bello mettere alla prova in un evento anche più importante in un certo senso, più popolare, più appassionante come le Olimpiadi 2026».Che frutti ci si aspetta? «Impatti positivi, che sono stati in parte calcolati dal punto di vista della produzione e dell’occupazione. Mi aspetto che l’Italia davvero rialzi la testa, e non è un gioco di parole, in un periodo in cui non siamo così amati fuori dai nostri confini, in particolare in Europa. Ancora, mi aspetto che l’Italia tenga assieme meglio città e montagna, città e territori, si ricordi di essere Paese e di avere una sua grandezza che tiene insieme e connette il macro e il micro, le regioni e le metropoli. Sia più Italia».