Missioni

I missionari in Brasile: «Siamo nelle mani di un pazzo»

di Andrea Frison

«Siamo nelle mani di un pazzo scatenato». Non usa mezzi termini padre Stefano Raschielli, saveriano vicentino, quando parla del presidente del Brasile Jair Bolsonaro. Ed è difficile dargli torto, visto che anche Bolsonaro ha annunciato di essere positivo al Covid-19 dopo mesi passati a derubricare la pandemia come “un semplice raffreddore”. Mesi in cui il presidente si è mostrato in pubblico rigorosamente senza mascherina e senza un minimo di attenzione alle minime regole anti-contagio. Tutto questo mentre le vittime brasiliane del Coronavirus sono salite a 60mila (dati di inizio settimana), mentre i contagi accertati sono un milione e mezzo. Numeri che, secondo uno studio dell’Università di Washington, in agosto porteranno il Brasile a superare gli Stati Uniti, il primo Paese al mondo per numero di contagi.

«Bolsonaro ha delle responsabilità morali grandissime», racconta padre Stefano Raschielli, originario della parrocchia dei Carmini a Vicenza e missionario con altri confratelli nella parrocchia del Buon Pastore a Curitiba, nello Stato meridionale del Paranà. Nel sud del Brasile, dove vive la popolazione più ricca, «i casi stanno salendo in maniera paurosa – prosegue il saveriano -. non c’è mai stato un vero e proprio lockdown, e siamo in attesa di un picco che deve ancora arrivare. Sul piano sanitario il Paranà è organizzato ma cominciano a mancare i farmaci e dal Governo manca completamente una politica di prevenzione, siamo ancora senza ministro della salute dopo che Bolsonaro ne ha fatti dimettere due. Almeno dimostrasse empatia con le vittime: non lo si è mai sentito dire una parola di consolazione per chi ha perso un parente».

Parole di consolazione sono invece arrivate dalla Chiesa cattolica. Lo scorso primo luglio la Conferenza episcopale dei vescovi brasiliani e le Nazioni unite hanno organizzato una messa in memoria delle vittime del Covid-19 a Rio de Janeiro. Al termine dell’Eucaristia è stato letto un messaggio del Papa: “Dio è il più forte, Dio è la nostra speranza. Guardiamo avanti con fiducia. La traversata è lunga e faticosa, ma guardiamo avanti. C’è un futuro incerto che si pone in una prospettiva diversa rispetto alle proposte illusorie del mondo”. Ma tale situazione “dà slancio alla vita e nuova forza”. Il Papa ha impartito la benedizione apostolica al popolo brasiliano e ha confidato che gli manca il Brasile: “Il Brasile oggi ha bisogno di uomini e donne pieni di speranza e fermi nella fede, che testimoniano che l’amore manifestato nella solidarietà e nella condivisione è più forte dell’oscurità dell’egoismo”.

L’articolo integrale è pubblicato sulla Voce del 12 luglio 2020.