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“Miracolo italiano” alle Olimpiadi invernali

L’asiaghese Andrea Gios, attuale presidente della Federghiaccio, non trattiene l’entusiasmo per i 32 atleti della Fisg convocati per le Olimpiadi invernali di PyeongChang, che sabato sera avranno la cerimonia ufficiale d’apertura. «Ma al di là dei numeri – dice -, va sottolineato che la nostra federazione, delle sette discipline olimpiche, sarà presente con sei, con la sola esclusione dell’hockey su ghiaccio».

Andrea Gios, di Asiago, ex azzurro di hockey su ghiaccio e presidente di Federghiaccio

Eppure l’Italia si trova a scontrarsi con Paesi che sono colossi mondiali…

«Il nostro è un autentico “miracolo italiano” nella sua accezione più stupefacente e positiva, visto che nonostante il nostro movimento paghi un gap strutturale con molti dei competitor che ritroviamo sul ghiaccio, con nazioni che godono di risorse economiche importantissime, impianti all’avanguardia e una cultura dello sport in età scolastica assai più radicata, ai Giochi portiamo atleti con ambizioni chiare di medaglia. Tutti i nostri sport si fanno sul ghiaccio, eppure noi disponiamo in Italia soltanto di 35 piste coperte contro le 117 della Francia, le oltre 200 della Germania, le 299 della Finlandia, le 1500 degli Stati Uniti e quelle innumerevoli del Canada. Eppure lotteremo per conquistare medaglie in almeno tre-quattro discipline».

Alla vigilia si accontenterebbe di vincere un paio di medaglie?

«Vista la concorrenza sarebbe comunque un buon risultato, ma arriviamo a questi Giochi ben preparati e convinti delle nostre possibilità. Quindi non mettiamo limiti alla Provvidenza. Da presidente devo assumere un atteggiamento prudente, quindi parlerei di cauto ottimismo».

L’attenzione degli appassionati e tifosi vicentini è rivolta soprattutto al pattinaggio velocità, dove saranno in gara Nicola Tumolero e Davide Ghiotto, con il primo che può sognare addirittura una medaglia…

«Sul pronostico preferisco non sbilanciarmi, anche perchè non vogliamo caricare troppo i ragazzi di responsabilità. In ogni caso sono contento e fiducioso perché i ragazzi hanno lavorato bene e si sono preparati adeguatamente, con tecnici di prim’ordine e con un programma ben fatto. Nello staff tecnico, al fianco del c.t. Marchetto, ho voluto appositamente gli ex pattinatori Matteo Anesi ed Enrico Fabris».

I contrasti politici delle due Coree e il “caso Russia” legato al doping rischiano di offuscare l’immagine dei Giochi invernali 2018?

«Per quanto riguarda il primo punto mi auguro di no, anzi sono convinto che proprio dallo sport è arrivato un grande messaggio, visto che la squadra di hockey ghiaccio femminile è composta da un’unica Corea. Per quanto riguarda il secondo punto il problema non riguarda solamente gli sport su ghiaccio, ma anche altre discipline, tra cui l’atletica leggera. Certo per il Cio bandire la Russia dai Giochi ma nel contempo consentire agli atleti russi di partecipare singolarmente mi pare, un controsenso».

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