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In Messico le donne non festeggiano

Annullate tutte le celebrazioni per l'8 marzo dopo il brutale assassinio di un'attivista
Croci rosa in ricordo delle donne assassinate a Ciudad Juarez

L’omicidio di Maria Luisa Ortiz Arena, attivista in difesa della donna, non solo ha fermato la celebrazione della Giornata internazionale della donna nella regione messicana di Guerreo, ma ha riportato l’attenzione nazionale sul preoccupante aumento del numero di femminicidi. Il crimine perpetrato sull’autostrada Iguala-Taxco, nello stato di Guerrero, ha spinto le organizzazioni per i diritti delle donne a richiamare l’attenzione delle autorità. María Luisa Ortiz Arenas, 38 anni, membro della “Rete di attiviste femminili”, è stata trovata morta il 6 marzo sera a Mexcaltepec, comune di Taxco, vicino all’autostrada federale che porta a Iguala. Il suo corpo aveva segni di percosse e di violenza sessuale.

Maria Luisa Ortiz Arena, assassinata alla vigilia dell’8 marzo

Violenza intollerabile

Secondo la presidente del collettivo “Mujeres y Hombres por la equidad”, Maria de Jesus Martinez Hernandez, la violenza che affligge il territorio nazionale, e rivolta soprattutto agli attivisti sociali, è oggi intollerabile. Proprio tre settimane fa il Vescovo della diocesi di Chilpancingo-Chilapa, Guerrero (Messico), Mons. Salvador Rangel Mendoza, OFM aveva denunciato a Fides l’escalation della violenza, che aveva portato alla chiusura di una scuola gestita da una comunità di religiose. L’abbandono delle suore è dovuto al fatto che i genitori e una delle sorelle di una delle religiose sono stati giustiziati, ha riferito il presule, esprimendo preoccupazione e amarezza. La scuola accoglieva 500 ragazzi tra scuola elementare e secondaria, che adesso rimarranno senza istruzione scolastica.

Un record amaro

Secondo il Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (UNDP), l’America Latina e i Caraibi registrano i più alti tassi di femminicidio al mondo. In Messico, il Sistema nazionale di sicurezza pubblica, nel rapporto titolato “Informazioni criminali e di emergenza con una prospettiva di genere”, segnala che gli omicidi intenzionali delle donne nel paese sono passati da 1.575 nel 2015 a 2.585 nel 2017, il 47% in più in soli due anni. Di quegli omicidi intenzionali, nel 2015 389 sono stati classificati come femminicidi, mentre nel 2017 sono 671, con un incremento del 72%.