Speciale

Meic, “la responsabilità dei laici credenti”

di Francesco Zordan

Difendere l’idea di un’Europa solidale e unita, fra Stati e Popoli, per non cadere nella tentazione cavalcante dei nazionalismi e alleanze sovraniste, questo è l’impegno culturale profuso dal Meic in vista delle prossime elezioni: un fermento vivo in tutto il Paese. Il gruppo di Torino, in rete con laici e realtà ecclesiali locali, ha elaborato e diffuso un manifesto sull’Europa contro ogni forma di “chiusura ed egoismo”; a livello nazionale, invece, in collaborazione con l’Istituto Luigi Sturzo, il Centro di Ricerca e Studi Storici e Sociali, Fondazione Giorgio La Pira, il Meic ha organizzato un percorso di dieci lezioni riguardanti la “consapevolezza politica e l’Europa”.

A Vicenza come gruppo locale abbiamo promosso ad aprile, insieme a Rete di Sale, una riflessione dal titolo “Europa, i giovami, il nostro domani”, che ha visto come ospite Giuseppina Paterniti direttore del Tg3 e Alberto Ferrareso di “RadUni.  Il 4 maggio poi, insieme ad altre realtà, abbiamo organizzato un confronto pubblico con alcuni candidati vicentini al Parlamento Europeo, i quali saranno chiamati ad esprimersi sulle tematiche nazionali ed europee.

E’ cosi che il Meic quindi, in tutti i suoi livelli, dal nazionale al locale, sta vivendo questo tempo verso le elezioni, aprendo a “riflessioni formative” capaci di trasmettere l’idea che questa volta il voto assumerà una valenza diversa dalle altre. Una valenza che ci pone in un tempo storico, e politico, che contrappone violentemente idee solidaristiche ad egoismi di parte fondati sulle paure umane del diverso: immigrazione, crisi economica e demografica ad esempio, vengono visti come conseguenze di un’Europa sbagliata. Nessuno si pone però nell’ottica che le politiche sono fatte da uomini e, nella fattispecie, da quelli eletti dal popolo.

Non è quindi l’Europa una realtà che basta a se stessa, ma espressione del voto dei cittadini che cosi possono veramente determinare la costruzione, o l’affossamento, del sogno solidaristico europeo scritto dai padri fondatori. Tutelare questa costruzione, preservarla e migliorarla, offrendo alla società civile ed in particolar modo vicentina, momenti di riflessione socio-politica è quello che come Movimento proponiamo.

La speranza è essere insieme alle altre realtà laiche e cattoliche con le quali abbiamo collaborato finora, un elemento in grado di mantenere vive le coscienze cattoliche, provando a trasmettere la “responsabilità” nella partecipazione alla vita sociale e politica del Paese, responsabilità che non può essere scissa dalla sfera di credenti, ma che anzi la completa nella dimensione della vita ordinaria.

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