Diocesi

#meditiamoinpigiama con i Focolarini

(Photo by Patrick Fore on Unsplash)
di Margherita Grotto

Distanze sociali. Vicinanze virtuali. Rapporti, programmi, progetti e attività oggi passano da uno schermo. Per tutti, anche per il movimento dei Focolari e per gli scout.

«A livello di zona, ci siamo trovati virtualmente con i capi gruppo – racconta Anna Todescan, 36 anni, responsabile scout di zona Vicenza Berica -. Questo incontro ci è servito per capire come ciascuna realtà sta gestendo l’emergenza sia dal fronte delle attività pensate per l’occasione, sia da quello di mantenimento del legame con i ragazzi e le famiglie».

Per la Settimana Santa la tendenza è stata quella di seguire le proposte della Diocesi, anche se non sono mancate idee interessanti. «C’è chi ha studiato qualcosa di elaborato, come la comunità capi Vicenza 14 che, attraverso il sito internet tinyurl.com/riflessionidicoca, ha lanciato riflessioni e provocazioni su quello che potrà essere lo scautismo dopo l’emergenza». Un pensiero si è fatto spazio in questa quarantena: «Siamo di fronte un’emergenza senza precedenti, e l’attività scout non funziona così tanto, perché il suo valore, la sua bontà sta nell’aria aperta, nello stare a contatto con i ragazzi, e il Covid-19 ce lo ha ribadito – così Anna -. Ma, al contempo, questo “rallentamento forzato” ci ha insegnato a prendere un attimo di respiro, a rimisurare e a rileggere i tempi, mantenendo sempre un contatto con i ragazzi».

Il servizio degli scout non è, comunque, venuto a mancare, anzi, ha trovato una nuova declinazione: molti gruppi stanno operando sul territorio, in collaborazione con il settore Protezione Civile – Agesci Veneto, e le rispettive amministrazioni comunali, per la consegna della spesa a domicilio.

Per  il movimento dei Focolari una delle tante sfide lanciate a livello nazionale è la condivisione di testi, canzoni ed esperienze su Facebook, accompagnati dall’hashtag  #meditiamoinpigiama, per riflettere sulla vita vissuta nell’amore in quarantena.

«Con la quaresima è stata proposta, a livello nazionale, una “staffetta della preghiera”, così da coprire con meditazioni tutte le ore, dalle 12 alle 21 – spiega Jennifer Celadon, 28 anni, gen2, giovane attiva nella realtà giovanile del movimento -. Ogni ora è stata assegnata a due Regioni e ogni giovane era chiamato a pregare, anche solo un minuto in questo arco di tempo, per chiedere pace, unità, forza, coraggio e luce per i medici e gli operatori sanitari, per gli ammalati e per tutti coloro che devono prendere decisioni”. Di ora in ora, di Regione in Regione, i giovani si sono passati il testimone, senza alcuna formalità, solo con l’impegno di trovare un momento per mettersi in comunione spirituale con tutti.

L’apice della Settimana Santa è stato raggiungo il giovedì santo, con una videoconferenza tra giovani del movimento di tutta Italia: «Dopo la messa del Papa, ci siamo collegati virtualmente per un’ora di adorazione eucaristica – conclude Jessica -: eravamo in 400, un momento forte e pregnante, che ci rimarrà nel cuore».