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Mattarella: “La pandemia ci ha fatto comprendere quanto siamo legati agli altri”

Roma - Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel corso del messaggio di fine anno, oggi 31 dicembre 2020. (Foto di Paolo Giandotti - Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)
di Elisabetta Gramolini

“La pandemia ha scavato solchi profondi nelle nostre vite, nella nostra società. Ha acuito fragilità del passato. Ha aggravato vecchie diseguaglianze e ne ha generate di nuove”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel discorso inaugurale di fine anno per il quale – come ha precisato – ha avvertito “la difficoltà di trovare le parole adatte”. “Rivolgendomi a voi – prosegue Mattarella – parto proprio da qui: dalla necessità di dare insieme memoria di quello che abbiamo vissuto in questo anno. Senza chiudere gli occhi di fronte alla realtà”. Il Capo dello Stato ha ricordato le categorie sociali che più hanno sofferto la pandemia: donne, giovani, persone con disabilità. “La pandemia ha seminato un senso di smarrimento: pone in discussione prospettive di vita. Basti pensare alla previsione di un calo ulteriore delle nascite, spia dell’incertezza che il virus ha insinuato nella nostra comunità. È questa la realtà, che bisogna riconoscere e affrontare”. Non sono mancati però secondo Mattarella i segnali di speranza: il senso di comunità, il piano di vaccinazione, quello per far ripartire l’economia, il ruolo attivo dell’Unione europea.

“Il piano europeo per la ripresa – afferma -, e la sua declinazione nazionale – che deve essere concreta, efficace, rigorosa, senza disperdere risorse – possono permetterci di superare fragilità strutturali che hanno impedito all’Italia di crescere come avrebbe potuto”. Poi scandisce bene: “Cambiamo ciò che va cambiato, rimettendoci coraggiosamente in gioco. Lo dobbiamo a noi stessi, lo dobbiamo alle giovani generazioni. Ognuno faccia la propria parte”. “La pandemia ci ha fatto riscoprire e comprendere quanto siamo legati agli altri; quanto ciascuno di noi dipenda dagli altri. Come abbiamo veduto, la solidarietà è tornata a mostrarsi base necessaria della convivenza e della società. Solidarietà internazionale. Solidarietà in Europa. Solidarietà all’interno delle nostre comunità”