Intervista Territorio

Marco e Pippo conquistano l’Italia con “zio Ueb”

L'1 e il 3 ottobre le prime puntate della nuova sketch comedy web del trio comico con autori Rai, presentata al Festival di Venezia. Gli altri episodi su YouTube e Facebook ogni giovedì, alle 12, fino al 26 novembre.
Il trio comico Marco e Pippo.
di Marta Randon

Ma chi xei quei tre sensa calsini sul red carpet?” Mormorava qualcuno. E non potevano che essere i protagonisti del trio comico “Marco e Pippo” (Marco Zuin, Filippo Borille e Gaetano Ruocco Guadagno a destra nella foto grande) che a metà settembre sono sbarcati tiratissimi al Festival del Cinema di Venezia per presentare il loro ultimo lavoro, la “sketch comedy” Zio Ueb, nata durante il lock down, prodotta da Zed!, società veneta che si occupa di organizzazione di eventi live tra le più importanti in Italia. Il Veneto li ha conosciuti nelle piazze, teatri e parrocchie dalle Dolomiti al Po, per le risate a crepapelle e la pila di kleenex usati per asciugarsi le lacrime. Ora si preparano a fare il salto e conquistare l’Italia con 10 puntate di circa 7 minuti l’una nate per il web con il contributo di autori televisivi del mondo Rai, sotto la direzione del regista Enrico Lando (“I Soliti Idioti”), veneto anche lui, e con le riprese realizzate in hd da una troupe cinematografica specializzata. Con loro sul set anche Francesco Paolantoni, la modella Ariadna Romero (la prima a sinistra nella foto sotto) e Stefano Sarcinelli, co-autore della serie. «Altro che calsini, con Ariadna sul red carpet è stato come aver bevuto la pozione dell’invisibilità – scherza Pippo – i me diseva solo: cavate, cavate!». «Il red carpet el xe grande come la strada qui dietro casa mia a Spinea – aggiunge Gaetano -. Scherzi a parte l’avevo visto solo in tv ed è davvero grande. È stata un’esperienza fighissima». 

A destra Marco Zuin, Filippo Borille e Gaetano Ruocco Guadagno.

Dieci puntate dicevamo, esclusivamente per il web, le prime due in uscita  l’1 e il 3 ottobre alle 12, le altre ogni giovedì alle 12 fino al 26 novembre sulla pagina facebook e sul canale you tube di “Marco e Pippo”. Poi, da gennaio, il trio sarà live al teatro Geox di Padova .

Ragazzi, nella locandina zio Ueb appare con il baffo nero, chi è? (rispondono Gaetano e Pippo, Marco non ha potuto partecipare all’incontro su Google Meet)

Gaetano: «Zio Ueb è tutto ciò che ci ispira. Sono le persone che incontriamo e che ispirano i nostri personaggi. La comicità nasce per strada, dalla vita di tutti i giorni. E chi ricalca tutto questo se non “lo zio” che tutti abbiamo? Ueb, poi, è la rete, il popolo, il mezzo con cui diamo voce a questi personaggi. Zio Ueb nella serie ha anche un volto, con i baffoni neri. È lo zio di tutti e tre».

Raccontateci il soggetto in poche parole.

Gaetano: «Siamo dei creativi, degli autori negli studi di una piccola televisione a Bertipaglia. Abbiamo il compito di proporre contenuti e trasmissioni. In questo fantasioso viaggio conosceremo il mondo della piccola televisione popolato da segretarie barbute, improbabili e focosi magazzinieri, assessori cialtroni, stylist, coppie alla ricerca di se stesse, pupazzi dispettosi e tanti altri. Ci saranno anche i nostri personaggi storici, come Ines e Duilio e l’assessore Ciano Contin».

Non potevate scegliere momento migliore per promuovere il Veneto in Italia, dopo il trionfo di Zaia essere veneti va di moda.

Gaetano: «Essere veneti fa figo da sempre. Mia nonna era di Venezia, sono nato a Castello ed è sempre stato motivo di vanto. In passato sono stati pochissimi i comici che hanno avuto successo a livello nazionale: penso a Lino Toffolo, forse il veneto più famoso, e a Natalino Balasso che stimo molto. Sicuramente il Veneto ha qualcosa da dire al resto d’Italia».

Pippo: «Il Veneto è come qualcuno che vedi a una festa. Non lo conosci, sei diffidente. Poi ci passi vicino, lo ascolti, ti fa ridere e alla fine non puoi più farne a meno. Noi veneti facciamo stare bene gli altri, è qualcosa che abbiamo nel dna». 

Il nostro dialetto, però, non è facile da capire fuori dalla regione. 

Gaetano e Pippo: «Abbiamo lavorato moltissimo sul linguaggio, sulla terminologia, ammorbidendola. Abbiamo cercato di mantenere la forza della battuta veneta, trovando un lessico italiano. Una bella sfida. Guardando gli sketch alla fine ti chiedi: ma hanno parlato in veneto o in italiano? Si capisce tutto». 

Che valori veneti volete trasmettere?

Pippo: «È inevitabile giocare sugli stereotipi e i luoghi comuni, ma se continuiamo a ragionare per confini faremo fatica ad approcciarci davvero all’altro. I Veneti sono una faccia dell’Italia, dell’Europa, dove puoi trovare divertimento e ironia» .

Avete cominciato a esibirvi nelle parrocchie e nei patronati, che cosa vi ha insegnato quel periodo?

Gaetano: «Ci esibiamo ancora con orgoglio nei patronati e nelle sagre parrocchiali dove vengono a vederci anche duemila persone. Sono ambienti che fanno parte del nostro percorso, ai quali siamo affezionatissimi. Ho conosciuto persone molto belle, è una tappa necessaria per l’anima. Molti ci fermano per ringraziarci e non c’è riconoscimento migliore. Il sorriso è terapeutico, è il gancio per tirare fuori il meglio. La comicità è un linguaggio che è destinato a non morire mai. Il nostro scopo principale è portare benessere».

Pippo: «Il contatto con la gente è meraviglioso e insostituibile. Sono tantissimi like, ma veri. Mi manca l’ondata di affetto, leggere i complimenti sul web non è la stessa cosa. La nostra casa è il palco». 

Sogno nel cassetto?

Pippo: «Esibirci all’Arena di Verona. Significherà tre cose: che siamo davvero bravi, che la lingua veneta è stata sdoganata e che potremo stare vicini; quindi saremo usciti da questa maledetta pandemia».