Itinerari

“Lungo sentieri FantAstici” Una guida per piccoli camminatori

Proponiamo due degli itinerari contenuti nel volume: ‘La strada del Trenino con l’Eremo di Meda’ e “Pedescala: le vie della memoria”.

27 percorsi tracciati e completi di scheda tecnica, cartina, descrizione dettagliata e foto, altrettanti racconti per ragazzi basati su leggende popolari che li introducono, illustrazioni a firma dell’artista Alberta Curti, numerose curiosità e cenni storici, un elenco dettagliato di strutture ricettive e aziende agricole con vendita di prodotti a km zero, un passaporto del piccolo camminatore dove poter timbrare i percorsi fatti. Questo, in sintesi, “Lungo sentieri FantAstici”, la guida escursionistica per piccoli camminatori pensata proprio per le famiglie, ma anche per coloro che amano praticare una mobilità dolce, con percorsi semplici e panoramici, nei luoghi più belli della Valle dell’Astico e della Val Posina. L’autrice è Giulia Stenghele, classe ’84, creativa alla guida dell’omonima stamperia di famiglia. «Amo il luogo in cui sono nata, le camminate all’aperto e così ho sintetizzato il tutto in una guida di 240 pagine» commenta.

Per “testare” gambe e resistenza, iniziamo scegliendo due tra i percorsi più semplici suggeriti, La strada del trenino con l’Eremo di Meda, e Pedescala: le vie della memoria. Il primo è una passeggiata panoramica poco impegnativa, che si snoda principalmente lungo il tracciato dell’ex ferrovia Piovene Rocchette-Arsiero. Il percorso ad anello è lungo 4,1 km e dura un’ora e 40 minuti, deviazione all’Eremo di Meda compresa. Parte dalla pieve di San Giorgio, omonima località nel comune di Velo d’Astico, dove si lascia la macchina per proseguire lungo la strada asfaltata che sale dal parcheggio, a sinistra. Si sbuca sulla strada dell’ex ferrovia, detta anche Strada del trenino, e ci si dirige a sinistra in direzione Meda. Si prosegue a fianco del chiosco San Giorgio, tappa obbligatoria per coloro che vogliono trascorrere un po’ di tempo al riparo dalla calura, lo si oltrepassa e si sale a destra lungo la stradina che si trova all’altezza di una grande insegna con raffigurato il volto dello scrittore Antonio Fogazzaro. Si rimane su questa via fino a incrociare la strada Piovene- Velo d’Astico. L’abitato di Meda è a poca distanza.

«Amo i luoghi in cui sono nata, le passeggiate all’aperto e così ho sintetizzato il tutto in un libro di 240 pagine» dice l’autrice Giulia Stenghele, classe ’84.

La strada del trenino

Nei pressi del muro che circonda la chiesa, si scende a sinistra lungo una piccola scala. In 15 minuti sipuò salire fino alla cima dell’eremo di Meda, di origini pre-romane, su uno sperone roccioso che regalerà un panorama mozzafiato su tutta la valle e sulla corona dei monti Priaforà, Toraro, Cimone, Cengio e Paù. Il cammino prosegue, poi, verso le antiche vasche d’acqua del paese. Una volta raggiunte si gira a sinistra e in pochi minuti si arriva alla strada dell’ex ferrovia che permette di ritornare verso San Giorgio, dove è possibile visitare la pieve omonima per poi ritornare al parcheggio. È di 45 minuti, invece, il percorso a Pedescala, sulle vie della memoria. Un tragitto ad anello della lunghezza di 2,7 km. Questo semplice percorso è dedicato a chiunque voglia entrare, con passo leggero e rispettoso, nei fatti storici che hanno segnato la memoria di questa comunità, comunemente conosciuti come Eccidio di Pedescala, Forni e Settecà. Lasciamo l’auto nel parcheggio di via Borgo Mazzini o di fronte alle vecchie scuole di viale dei Martiri. Si percorre il viale in direzione del cimitero, fino alle indicazioni per il forte Corbin. Dopo una leggera discesa ci si dirige a destra, passando davanti al mulino degli Spagnolo e agli antichi lavatoi. Qui il prato si stringe, facendo avvicinare il sentiero al torrente Assa. Giunti al limitare della zona prativa chiamata Cantòn, si cammina sui resti del grande argine ottocentesco, il “murasso”. Proseguendo, si giunge a un guado sul torrente Assa detto Cunetòn,nel punto dove il torrente sfocia nell’Astico. Il sentiero sbuca sulla stradaciclopedonale dell’Astico: si gira a destra dove ci si imbatte nel Monumento dedicato ai Caduti del 30 aprile 1945, nei pressi del ponte di Pedescala. Da qui è possibile scorgere il fabbricato del “Folo”, una struttura adibita nei secoli alle più svariate attività produttive (da macina per la corteccia di larice usata per colorare il cuoio a segheria, da falegnameria a infermeria durante la Grande Guerra, da stalla a casa). Lasciato alle spalle il monumento, si rientra nella ciclopedonale. Proseguendo, si nota la sega Casentini, un’antica segheria in disuso in cui, un tempo, venivano lavorati i preziosi legnami provenienti dall’Altopiano dei Sette Comuni sfruttando la forza motrice dell’acqua. Si esce dalla ciclabile per tornare in paese lungo via Santa Caterina.