In primo piano Territorio

A Lisiera una tragedia che chiede pietà

di Lauro Paoletto

Di fronte a drammi come quello che si è consumato a Lisiera di Bolzano Vicentino domenica scorsa è davvero difficile trovare le parole. Federica Ziliotto, 42 anni, ha ucciso la piccola Alice, la figlia di quattro giorni, gettandola a terra. A nulla è valso l’intervento del marito Riccardo Stocco, 45 anni, che è solo riuscito a togliere dalle mani della moglie il coltello con il quale aveva poi tentato di uccidersi. La piccolissima figlia è spirata qualche ora dopo all’ospedale di Vicenza. «La comunità tutta è sconvolta – commenta don Alessio Graziani collaboratore dell’Unità pastorale Bolzano – Lisiera – Non la conoscevo molto, ma la vedevo quasi tutti i sabati sera a messa, sola o con il marito. Portava anche il foglio parrocchiale alle famiglie del suo quartiere. A pensare questa sua appartenenza ecclesiale e la sua fede che testimoniava con il marito, il turbamento è ancora più grande».

Don Alessio racconta della gioia di Federica condivisa che aveva accompagnato, i mesi precedenti, il veder progredire la gravidanza e che anche i parrocchiani guardavano con simpatia. «Federica e Riccardo abitano in una zona nuova del paese e anche per questo non ci sono raporti di conoscenza diretta». La coppia appariva affiatata e con una buona rete sociale. Non quindi una condizione di disagio o solitudine che possa in qualche misura rendere ragione di un gesto simile. «Con il parroco don Luciano – conclude don Alessio – sentiamo che ogni commento è di troppo e che oggi occorre avere grande compassione per questa coppia». Di fronte al gesto di Federica si tocca con mano il mistero dell’individuo, l’esistere di situazioni in cui una persona viene in contatto con elementi sconosciuti di se stessa, una sorta di buco nero.

«Va premesso che non tutti hanno quello che possiamo chiamare “buco nero” dentro di se’ – ci spiega Maria Luisa Quadri, psicologa che abbiamo raggiunto telefonicamente -. Quello che non posso sapere, però, è se in me c’è questo buco nero. Un dramma come quello di Lisiera ha alla base sicuramente uno scompenso molto forte le cui cause, ovviamente, possono dipendere da tanti fattori. Dalla storia personale, dalla struttura di personalità, da un fatto non prevedibile di fronte al quale si crea una frattura tra realtà e irrealtà, una frattura che nessuno può prevedere. Nella nostra vita ci sono eventi, anche molto diversi, che possono causare questa frattura: da un parto, a un lutto, dalla menopausa a una malattia. Questa frattura porta a uno scontro tra quello che faccio e quello che vivo. È un qualcosa di cui non ci si può accorgere. Quello che è successo alla mamma di Lisiera è devastante per lei e per chi resta. Servirà molto spirito di accoglienza e molta pietà umana e cristiana».

La signora Federica è stata arrestata per omicidio. Il suo gesto, nella sua enormità e assurdità, chiede silenzio, rispetto, preghiera. E pietà.

Preghiera e pietà per la piccola Alice, per Federica, il marito Riccardo e i tanti che sono sconvolti e increduli di fronte a questa morte. La pietà è davvero l’unico atteggiamento che ci può permettere di stare di fronte a un dramma simile senza giudicare, con l’intuizione che il mistero umano è davvero troppo grande per essere racchiuso in un giudizio. Qualunque esso sia.