Vicenza

Le priorità di Dalla Rosa: «Quartieri, ambiente e sicurezza»

Il candidato sindaco del centrosinistra il 21 marzo ha dato il via alla campagna elettorale. Sul palco del Comunale anche Variati, Bulgarini D'Elci e Possamai

È l’ultimo a salire sul palco di un Comunale strapieno, verso le 22.15. Stile e atmosfera da Convention americana. Nessuna delle oltre 900 poltroncine rosse è libera, qualcuno è in piedi – con la sicurezza che storce il naso – e tanti, rimasti fuori, sono costretti a girare i tacchi. La coalizione del centrosinistra e il suo capitano Otello Dalla Rosa incuriosiscono. Il candidato sul palco funziona, ha il piglio e l’esperienza del manager, ma la sensibilità di un padre, è sicuro di sé ma umile, non si dilunga troppo, sembra guardare negli occhi uno ad uno i presenti in sala. Moglie e i tre figli in prima fila. «Quartieri, ambienti e sicurezza al primo posto».

Ma prima c’è l’esperienza di Achille Variati che è pronto a passare il testimone e dispensa consigli: «Il sindaco non è il capo del partito, non è di destra né di sinistra. Il sindaco non prende in giro, non può sempre dire di sì. Deve guadagnarsi l’autorevolezza, la fiducia. Nel candidarsi c’è un po’ di ambizione, ma è prima di tutto un atto d’amore» Il consiglio è di «stringere tante mani, la tua, Otello, deve essere onesta, ferma e sana». Un passaggio è riservato a Fabio Mantovani, candidato sindaco di Lega e Forza Italia in bilico: «Sono solidale con lui. Evviva le primarie, una grande lezione anche a livello nazionale».

Jacopo Bulgarini D’Elci rincara la dose e paragona Mantovani a Benjamin Malaussène, protagonista e “capro espiatorio” nei libri di Daniel Pennac. Il vicesindaco sale sul palco sereno, con la spilla di Dalla Rosa puntata al petto: «Il nostro è un patto tra persone oneste. Oggi non mi sento sconfitto. La loro (riferita al centrodestra) è una battaglia delle poltrone e del potere, pensano di avere già vinto, giocano a risiko. Prima c’era il deserto culturale, ora Vicenza è viva, colorata, aperta al mondo». Non risparmia neanche l’altro candidato del centrodestra, Francesco Rucco: «Tutti adesso si spacciano per civici». Giacomo Possamai c’è e dà il suo contributo, ma la sconfitta per un battito di ciglia fa ancora male: «La politica è il rispetto della parola data. La squadra è pronta a lavorare insieme, essere qui sullo stesso palco è un grande valore, il destino personale di ognuno passa in secondo piano».

Parte Under Pressure dei Queen e Davide Bowie e l’adrenalina sale. Tocca al capitano: «Uniti si vince. Apriamo una nuova stagione per Vicenza, dalla parte dei cittadini per dire ad ogni vicentino “noi siamo dalla tua parte”. Sono qui con tutte le mie forze». Dalla Rosa annuncia un assessorato ai quartieri: «I 41 Quartieri della città sono il luogo in cui viviamo… È lì che percepiamo il nostro “benessere”. Nei quartieri dobbiamo portare avanti l’innovazione anche nei servizi sociali, mettendo al centro le famiglie con figli in età prescolare e scolare e sfruttando l’incontro tra bisogni e spazi vuoti da valorizzare coinvolgendo le realtà del sociale, creando nei quartieri dei centri civici polifunzionali. La scuola sarà al centro, è un motore straordinario».

Campo Marzo deve diventare il simbolo della sicurezza: «Va rifatto, il Caffè Moresco riaperto, previsto un presidio fisso di vigili urbani. La sicurezza (intesa come assessorato) dev’essere competenza del sindaco». Una parola speciale va ai disabili:«Una città a misura delle persone con disabilità è una città per tutti» e ai risparmiatori traditi dalla Bpvi: «Istituiremo un servizio di supporto al Sindaco e ai cittadini per seguire da vicino i processi». Poi c’è l’emergenza ambiente: «Stiamo compromettendo il futuro dei nostri figli e molto dipende dalle politiche delle aree urbane, della mobilità e dell’uso dell’energia» Dalla Rosa immagina una mobilità più snella, un grande lavoro di raccordo delle tante piste ciclabili per farle diventare un vero sistema viario alternativo, parcheggi gratuiti e sorvegliati per le biciclette, colonnine di ricarica e wifi».

In mezzo quattro interventi che poco hanno aggiunto alla serata su temi cari alla coalizione: Marino Moro, direttore della divisone Tech di M31 è intervenuto sulle Smart city e tecnologia, Piera Moro, ex sindaco di Marano Vicentino sul welfare di comunità, Marco Rabito su  e meteo e ambiente e la psicologa Monia Paita sulla partecipazione attiva.