Editoriali

L’Avvento, invito a essere vigilanti e oranti

di Suor Maria Simona Vinci - suora della Divina Volontà

In queste settimane di autunno, i colori delle campagne, dei parchi delle nostre città sono un armonioso alternarsi di sfumature che vanno dal giallo all’arancio fino al rosso intenso. Sono i colori caldi delle foglie che resistono sugli alberi insieme a quelle che rivestono ancora le mura esterne di case o che formano le fitte coltri che fanno da tappeto.

In questo periodo dell’anno, il paesaggio nel quale siamo immersi ci avvisa che l’inverno è ormai alle porte, ma al tempo stesso ci ricorda che la vita, anche quando sembra venir meno, ha in sé una forza che fa già sperare e intravedere i germogli della primavera, in una lenta e paziente attesa.

Nel ripetersi dei cicli – purtroppo sempre più condizionati dai repentini cambiamenti climatici – si inserisce fedelmente il ciclo liturgico, ritmato da “tempi” che rigenerano e alimentano la vita dei credenti nel Signore Gesù.

Il nuovo anno liturgico si apre con questa domenica che inaugura il tempo forte dell’Avvento, un percorso della durata di quattro settimane che trova compimento nel Santo Natale, quando l’“adventus”, cioè l’arrivo, la venuta del Dio-con-noi, si compie nel corpo fragile del Bambino di Betlemme. L’Avvento è quindi il tempo in cui i cristiani sono particolarmente invitati a “spendere” il proprio, per affinare la capacità di riconoscere nell’umanità – tutta l’umanità! – il divino e, nel divino, la nostra umanità.

Ogni forma di attesa porta già in sé la presenza viva di colui che si attende; lo comprende bene la mamma che porta in grembo il proprio bambino. Così anche l’Avvento del Signore Gesù è già colmo della sua presenza. Fare emergere questo suo esserci attraverso gesti concreti di cura, ad ogni livello e in ogni ambito del nostro vivere, è l’impegno affidato a coloro che desiderano operosamente rendere visibile il volto del Signore, preparando non solo la venuta del Bambino Gesù, ma anche anticipando la venuta “escatologica”, la sua manifestazione piena, quando tutto sarà ricapitolato in Cristo, nella pienezza dei tempi.

Nel contesto attuale, in ogni parte del mondo, come qui nella nostra diocesi, le “sfide” che interpellano l’uomo non cessano di moltiplicarsi. Basti pensare alle tante situazioni che continuano a negare dignità e a spezzare la vita di molti innocenti; alle lunghe carovane di uomini, donne, bambini che non hanno mai smesso di bussare alle porte delle nazioni in cerca di ospitalità; al grido di madre terra che chiede di essere custodita e invoca l’assunzione, da parte nostra, di stili più rispettosi della vita in ogni sua forma. A tutto questo si aggiunge la pandemia che non cessa di partorire vittime e confusione.

Nelle piaghe di questa storia ferita, l’Avvento ci esorta con più forza a essere vigilanti e oranti per non rimanere indifferenti dinanzi alle sofferenze dell’umanità. Non solo. A diventare insieme costruttori operosi di solidarietà e di speranza, lì dove siamo. Papa Francesco mostra la strada attraverso le vie privilegiate dell’ascolto e della sinodalità per realizzare una Chiesa sempre più coerente al Vangelo: “Una Chiesa che non si separa dalla vita ma si fa carico delle fragilità e delle povertà del nostro tempo, curando le ferite e risanando i cuori affranti con il balsamo di Dio” (discorso del Papa per l’inizio del Percorso sinodale del 9 ottobre 2021). La preparazione al Natale sia per tutti noi possibilità di quella “vicinanza, compassione e tenerezza” che Dio ha pienamente rivelato nel volto del Bambino Gesù, entrato nella storia di ogni tempo, per continuare a camminare con noi.

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