Gentilezza

L’arte incontra l’enciclica

di Museo diocesano 'P.G. Nonis'

La dolcezza di Giuseppe, volto della tenerezza nell’Abbazia di Villanova, che si gode il Bambino in braccio mentre dorme

Del dipinto non si hanno molte notizie. Non si conosce l’autore, né la provenienza, ma la qualità pittorica, lo stile vagamente ripreso dai “tenebrosi” e la trattazione della materia pittorica ricordano un pittore veneto legato all’ambiente veronese. Il dipinto raffigura Giuseppe che accoglie fra le braccia il Bambino. È un’immagine tenera, lontana dall’iconografia consueta dove il santo è tratteggiato con ieraticità, riflessivo e meditabondo. Giuseppe si gode il Bambino in braccio dopo una giornata di lavoro in falegnameria. I capelli scomposti, le mani robuste, il volto segnato dalla stanchezza, ci richiamano i padri che alla fine di una giornata lavorativa prendono tra le braccia i loro figli. Gesù, paffutello, dorme tranquillo e sicuro, sentendo la dolcezza e la sicurezza del papà. Giuseppe è assorto nei pensieri e nella responsabilità di padre, che come tanti, pensa al futuro del suo figlio. Scena di infinita amabilità e affabilità, resa ancor più delicata da quel giglio sullo sfondo che ci ricorda il singolare matrimonio tra Giuseppe e Maria.

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