Diocesi

La storia di Owens: «Così ho scelto il battesimo»

Da sinistra, assieme a Owens, Cristoforo Lo Giudice e Patrizia Tadiello.
di Margherita Grotto

Domenica 10 marzo sono stati incontrati dal Vescovo, mons. Beniamino Pizziol, per il rito di elezione, e ora proseguono la loro strada verso la veglia pasquale, momento in cui riceveranno i sacramenti in Cattedrale, a Vicenza, con la consapevolezza di non essere soli.

È un viaggio mano nella mano quello che i catecumeni stanno facendo con gli accompagnatori. Un viaggio che questi ultimi hanno intrapreso nella vita dei primi e nel loro percorso di iniziazione cristiana.

Come è il caso di Patrizia Tadiello, Orsolina Marcolongo e Zona Orion, tre persone coinvolte nella crescita dei catecumeni.

Patrizia e il marito Cristoforo Lo Giudice stanno accompagnando da ormai un anno Omoregbe Esosa Owens, 33enne nigeriano, arrivato in Italia undici anni fa per il ricongiungimento familiare con la sorella. Da cinque anni risiede nella parrocchia di San Giuseppe di Cassola e da tempo partecipa alla liturgia domenicale. A maggio 2018 si è sposato civilmente con Lovet, del suo stesso paese d’origine. I due sono genitori di Emma, 2 anni, ed Eliot, di pochi mesi.

«Quello che ci ha colpito già dal primo incontro è stata la spontaneità di Owens e la grande curiosità di conoscere la Parola di Dio attraverso il Vangelo – spiega Patrizia -. Il percorso con lui, fatto di incontri settimanali assieme al parroco don Stefano Caichiolo, è emozionante. Tutto il vissuto di Owens (la sua cultura, le sue tradizioni) si è confrontato con la Parola di Dio». «Ho scelto di essere battezzato perché voglio essere vicino a Cristo il commento di Owens -, e vivere una vita di felicità e pace. Quello che ho scoperto è che chi non conosce Dio è come una pecora senza pastore». «L’incontro con Owens e il percorso di preparazione al Battesimo che con lui stiamo facendo ci hanno fatto rileggere e riscoprire la parola di Dio con più entusiasmo – prosegue Patrizia -. In questi mesi è nata anche una sincera amicizia che ha coinvolto le famiglie dei nostri figli, che hanno la stessa età di Owens e, come lui, sono giovani padri ». Nella notte di Pasqua Owens verrà battezzato, comunicato, cresimato, e con lui saranno battezzati anche i due figli. Orsolina, invece, accompagna nella parrocchia di San Pietro in Gu, su incarico di don Giuseppe Secondin, ben quattro catecumeni di origine albanese. Già impegnata, all’interno della comunità, nell’insegnamento della lingua italiana a donne straniere, il passaggio a questo nuovo servizio è stato naturale. Accompagna i catecumeni dal 2017 e quest’anno, alla veglia di Pasqua, sarà madrina di uno di loro.

Le domeniche di questo periodo sono scandite da celebrazioni parrocchiali dedicate ai catecumeni: la consegna del Credo, la conferma del Credo, la consegna del Padre Nostro, il rito dell’Effetà, fino ad arrivare alla veglia pasquale.

«Non so se ci saranno ancora richieste in futuro, ma se la salute mi permetterà, proseguirò volentieri in questo servizio. Vedo il desiderio di diventare cristiani negli occhi e nel cuore delle persone che si rivolgono in parrocchia per intraprendere questo cammino, e la cosa mi fa sentire bene» commenta Orsolina.

Infine, Zona Orion, originario dell’Albania e residente ad Alte di Montecchio Maggiore, si fa quest’anno accompagnatore di un catecumeno della Costa d’Avorio, dopo esserlo stato di sua moglie, lo scorso anno. Il catecumeno è desideroso di ricevere il battesimo per essere coerente con l’educazione che vuole trasmettere ai suoi figli.

«Per me essere accanto a queste persone è estremamente edificante – così Zona -, sperimento quel “c’è più gioia nel dare che nel ricevere’».

La bellezza di questi percorsi sta anche nel coinvolgimento delle comunità, delle parrocchie di provenienza dei catecumeni e degli accompagnatori, che seguono i passi dei loro membri e si fanno loro vicini con gesti di affetto e preghiere.