Diocesi

La pandemia blocca cresime e comunioni

Il vescovo Beniamino ha scritto una lettera ai parroci invitandoli alla prudenza e alla vigilanza.
di L.P.

Il vescovo Beniamino scrive ai preti e dà l’indicazione di sospendere per il momento la celebrazione dei sacramenti della Prima confessione, della Cresima e della Prima comunione. Le parrocchie avevano ripreso con settembre le celebrazioni di questi sacramenti in piccoli gruppi, nel rispetto delle prescrizioni delle autorità sanitarie e fino ad ora non c’erano stati problemi. Ma la pressione della pandemia non si allenta, e pur in una situazione di sicurezza, viene meno quella serenità che dovrebbe caratterizzare momenti simili. Il Vescovo, dunque, come hanno fatto altri pastori in altre diocesi, non ha atteso altre disposizioni per decidere e si è fatto ancora una volta vicino ai propri preti. “Vi raggiungo con questa lettera – ha scritto – a distanza di una settimana dalla precedente, vista la preoccupante situazione sanitaria che stiamo vivendo e che si sta profilando”.

L’invito di mons. Pizziol ai presbiteri della Diocesi è “di essere prudenti e vigilanti sia per quanto riguarda la vostra salute, sia per quella delle persone affidate alla vostra carità pastorale”. Questo invito alla prudenza si traduce innanzitutto in alcune “disposizioni sulla catechesi e la celebrazione dei sacramenti della Riconciliazione, della Confermazione e della Prima Comunione dei ragazzi e sulle attività formative dei giovani”. L’invito, “in questa fase così grave” è quello di “sospendere gli incontri formativi in presenza con ragazzi e giovani”. 

Ogni  situazione va valutata con responsabilità nello specifico e per questo – esorta il Vescovo – “laddove ci fossero le condizioni per tenerli, vi raccomando di osservare scrupolosamente le norme previste: mascherina, distanza fisica, igienizzazione delle mani, sanificazione degli ambienti”. L’appello di Pizziol non è dunque un invito a chiudere tutto e stare ognuno per conto proprio. Anzi. Il Vescovo sottolinea l’importanza (già evidenziata in precedenti comunicazioni) di mantenere i contatti con i ragazzi, “attraverso tutte le modalità che ci vengono date dai social media, offrendo sussidi per la preghiera e la riflessione”.

“Questa emergenza – osserva – può diventare un’occasione per accrescere la partecipazione degli adulti nel percorso formativo coinvolgendo genitori, padrini e madrine nell’accompagnamento in prima persona dei ragazzi, in collaborazione con le catechiste/i, gli animatori e i sacerdoti”. Vi è dunque un appello alla responsabilità degli adulti che, oggi più di ieri, sono chiamati a essere soggetti attivi nel percorso di trasmissione della fede alle giovani generazioni. 

Rispetto alle celebrazioni dei sacramenti l’indicazione è precisa: “sospendere da lunedì 9 novembre fino a nuove disposizioni, le celebrazioni dei Sacramenti della Prima Confessione, della Confermazione e della Prima Comunione. Ho preso questa decisione – spiega mons. Pizziol – considerando i sentimenti di preoccupazione e di paura di molti parroci, catechisti/e, genitori, che si ritrovano a vivere le celebrazioni dei sacramenti con ansia e tensione, e non con la serenità che dovrebbe caratterizzare questi momenti così significativi nella vita di ogni credente. Il clima, a volte, risulta così teso che alcuni genitori preferiscono non far vivere le celebrazioni ai loro figli/e”. Insomma un momento così importante del cammino di fede personale dei ragazzi dovrebbe caratterizzarsi per un clima di serenità. Non si può, invece, celebrare in una situazione di paura. Le chiese restano luoghi sicuri e per questo proseguono le celebrazioni domenicali come invito ad abitare la domenica, celebrando con cura e vivendo questi momenti con serenità.

“Sono convinto – conclude il Vescovo – che, una volta superata questa fase, potremo celebrare i sacramenti in tutta la loro grazia ed efficacia, valorizzando al meglio la dimensione comunitaria di fede, nella gioia e nella festa. Raccomando inoltre che tutti gli incontri di formazione per adulti, compresi i percorsi per nubendi in preparazione al matrimonio, siano tenuti, per quanto possibile, in videoconferenza”.

“Vi prego – conclude – di accogliere a cuore aperto queste indicazioni e vi ringrazio per la pazienza attiva e il senso di responsabilità con cui state accompagnando le nostre comunità ad attraversare questo tempo di dolore e di inquietudine”.