Diocesi In primo piano

La famiglia unisce non divide – Lettera dell’Azione cattolica

di Laboratorio Cittadinanza Attiva di Ac

 

Il Laboratorio di cittadinanza attiva dell’Azione Cattolica vicentina interviene con una lettera che invita a ragionare sulla famiglia perché  diventi motivo di unione, di pacato confronto, non di scontro.

 

 

Egregio direttore, siamo persone impegnate nel Laboratorio Cittadinanza Attiva dell’Azione Cattolica, e desideriamo proporre una riflessione su che cosa rappresenta la famiglia oggi.

Ciascuno di noi ha avuto una propria esperienza di famiglia: è stato generato, è stato oggetto di attenzioni, di cura, educazione.

Oggi fare famiglia appare come una cosa tanto necessaria quanto difficile, in quanto la società, profondamente orientata al soddisfacimento dei bisogni, dei desideri e dei diritti individuali, tende a porre in secondo piano tutto quello che rientra nel “mettere in comune”. Se pensiamo alla famiglia come il nucleo fondamentale della società dove si sperimenta l’amore gratuito, la convivenza delle differenze, la fiducia nella libertà dell’altro, possiamo raccontarci quante siano le gioie ma anche le difficoltà che si vivono. Molti di noi, infatti, sperimentano la fatica dello stare assieme. E’ vero anche che il ritmo di vita e l’organizzazione sociale e lavorativa incidono sulla qualità delle relazioni e mettono a rischio la possibilità di scelte permanenti.

Tutto questo spesso manda in crisi la coppia, la famiglia, l’educazione dei figli, la cura degli anziani. Forse anche per questo moltissimi rinunciano a impegnarsi nella costruzione di una famiglia: è esperienza comune avere nella famiglia di origine, fratelli o sorelle separati e altri che invece convivono da tempo e non pensano di sposarsi civilmente o di “regolarizzare la situazione” accedendo all’istituto delle unioni civili. Quando, qualche anno fa, si dibatté il tema delle unioni civili in alcuni di noi risuonava la domanda “Ma perché dovrebbero essere queste persone a dirci quanto bello e pieno di promesse è il matrimonio?” Siamo forse, da persone sposate, tristi? Senza fiducia nel futuro? Il nostro matrimonio è senza amore? Ma da persone sposate e unite nel sacramento del matrimonio non dovremmo incarnare l’Amore misericordioso di Dio nella storia?

Il Vangelo della prima domenica di marzo (Lc 6,39-45) ci richiamava al non giudicare, … a valutare i frutti dell’albero. Pensiamo che essere “nel mondo e non del mondo” (Lettera a Diogneto – II secolo) si debba esprimere ponendo alcuni segni di testimonianza, sapendo che l’adesione alla sequela di Gesù Cristo è una risposta personale che si concretizza nell’amore ai fratelli che ci sono donati nella vita personale e comunitaria. È appunto per questo importante offrire testimonianze di relazioni familiari autentiche che aiutano a crescere nell’amore, nella stima reciproca, nel rispetto della dignità e della libertà dell’altra/o. Esse possono parlare all’uomo contemporaneo e riconoscere che il matrimonio a fondamento della famiglia cristiana è un sacramento, ovvero concretizzazione tangibile dell’Amore di Dio che si apre al mondo.

La situazione oggi appare molto confusa e complessa. Anche per questo siamo convinti che “il dare a Cesare quello che è di Cesare” sia un principio doveroso per uno stato laico e democratico; non vogliamo leggi sulla famiglia o leggi sul matrimonio, ma ci piacerebbe che i nostri governanti pensassero a leggi per la famiglia, per il matrimonio, per il futuro delle giovani generazioni che attualmente faticano, anche se queste non porteranno sicuramente voti nel breve periodo.

Sicuri che il matrimonio sia una sfida affascinante, un’alleanza di amore, dedizione, fedeltà, da pensare e desiderare in coppia nella complessità odierna, offriamo a tutti queste righe di riflessione nella speranza che ragionare sulla famiglia diventi motivo di unione, di pacato confronto e non di scontro