Mozambico

“La difesa della terra è anche difesa della vita”

Un'immagine della devastazione provocata dal ciclone Idai che ha colpito Beira il 14 marzo 2019.

“Voi avete una coraggiosa e storica missione da compiere: non smettete di impegnarvi finché ci saranno bambini e adolescenti senza istruzione, famiglie senza casa, lavoratori senza occupazione, contadini senza terra… Queste sono le basi di un futuro di speranza, perché futuro di dignità! Queste sono le armi della pace”. Ne è convinto il Papa, che da Maputo, nel discorso indirizzato all’autorità, ha parlato di “cultura di pace” come “un costante processo nel quale ogni nuova generazione si vede coinvolta”. Di qui la necessità di “favorire la cultura dell’incontro: riconoscere l’altro, stringere legami, gettare ponti”. Un “percorso”, questo, per svolgere il quale “è essenziale mantenere viva la memoria, quale via che apre al futuro, quale sentiero che conduce a cercare obiettivi comuni, valori condivisi, idee che favoriscano il superamento di interessi settoriali, corporativi o di parte, affinché le ricchezze della vostra Nazione siano messe al servizio di tutti, specialmente dei più poveri”. “La pace ci invita anche a curare la nostra casa comune”, l’altro appello. Da questo punto di vista, la fotografia scattata dal Santo Padre, “il Mozambico è una nazione benedetta, e voi in modo speciale siete invitati a prendervi cura di questa benedizione”. “La difesa della terra è anche la difesa della vita, che richiede speciale attenzione quando si constata una tendenza a saccheggiare e depredare, spinta da una bramosia di accumulare che, in genere, non è neppure coltivata da persone che abitano queste terre, né viene motivata dal bene comune del vostro popolo”, il monito riferito indirettamente ai rischi che corre la foresta amazzonica. “Una cultura di pace implica uno sviluppo produttivo, sostenibile e inclusivo, in cui ogni mozambicano possa sentire che questo Paese è suo, e in cui possa stabilire rapporti di fraternità ed equità con il proprio vicino e con tutto ciò che lo circonda”, la ricetta in controtendenza del Papa: “Voi tutti siete i costruttori dell’opera più bella che si possa compiere: un futuro di pace e riconciliazione quali garanzie del diritto dei vostri figli al futuro”.