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Inaugurato il Centro “Onisto”, cuore pulsante della Diocesi

Il taglio del nastro venerdì 22 ottobre, alle 16.30, nell'ex Seminario che riunisce Uffici, Istituti e associazioni della Diocesi di Vicenza. Mons. Zaupa: «La nuova struttura è un cuore da far battere con uno stile sinodale».
di Marta Randon
Il nuovo Centro diocesano “Onisto” è stato definito il cuore pulsante della diocesi, e «nella dimensione biblica il cuore è il centro vitale delle persone – ha sottolineato il Vescovo Beniamino Pizziol durante l’inaugurazione, venerdì 22 ottobre -. Ogni esperienza sia fisica che intellettuale e psicologica, passa dal cuore. È il luogo della volontà, del pensiero, dell’emozione. Oltre agli uffici, alle tre comunità residenti, agli istituti e associazioni non possiamo non citare la chiesa all’interno della nuova Casa. Dalla chiesa del Seminario è diventata chiesa del Centro diocesano. È il luogo privilegiato dell’incontro con Cristo. Lì comincia il senso del nostro impegno. È il cuore del cuore di questo luogo».

Un percorso lungo

Dopo alcuni imprevisti (uno fra tutti la Soprintendenza restìa a dare le autorizzazioni per realizzare alcuni lavori) finalmente il 22 ottobre, alle 16.30, dopo un importante restauro è stato inaugurato il nuovo Centro Diocesano “mons. Onisto”, ex seminario antico della Diocesi di Vicenza voluto da mons. Cappellari nel 1854. L’ultima impalcatura è stata tolta, il container all’ingresso ha lasciato il posto ad un ingresso al quale si accede da viale Rodolfi. La piccola grande rivoluzione in diocesi ha preso il via ufficialmente. 

Una casa dalle porte spalancate

L’antico ed austero edificio di Borgo Santa Lucia per volere del vescovo Beniamino da qualche mese è diventato una cittadella diocesana, il cuore pulsante, il fulcro che riunisce la maggior parte degli uffici della Curia vescovile e della diocesi, tre comunità residenti, Istituti e associazioni diocesane. Tante realtà insieme in cammino sinodale. Una casa della formazione e della pastorale, con le porte spalancate alla Diocesi.

Il cuore della Diocesi

«Da un luogo di formazione di una vocazione, quella presbiterale, siamo passati alla formazione di più vocazioni dei laici: catechisti, animatori della liturgia… – commenta il vicario generale mons. Lorenzo Zaupa -. L’augurio del nostro Vescovo è proprio quello di sentire davvero i nuovi spazi condivisi come il cuore della Diocesi a servizio del popolo di Dio, capace al suo interno di lavorare con uno stile sinodale, come ci indica papa Francesco. La frammentarietà, la mancanza di dialogo e di lavoro in rete è una delle nostre fragilità come Chiesa, a tutti i livelli. Stare tutti sotto lo stesso tetto è un’occasione per lavorarci sopra». Le mura spesse, i soffitti alti, i chiostri lindi e puliti, le camere, la grande cappella, la maestosa biblioteca, tutto profuma di storia, spiritualità, cultura e di tanti ricordi per chi vi ha trascorso la giovinezza e per i quali la trasformazione non è facile da accettare. 

Un grande cambiamento

«In questi ultimi anni – continua Zaupa – la struttura si era svuotata, diventando una casa sempre più difficile da abitare, con costi in continuo aumento. Siamo riusciti a restaurarla con uno sforzo importante grazie alla vendita di parte del Seminario nuovo. Ai preti nostalgici diciamo: “Capiamo che non è facile,  ma i cambiamenti vanno accettati e bisogna guardare alle belle e nuove vocazioni dei laici”. I pochi candidati preti rattristano tutti, però la grazia di Dio ci aiuta sempre, quando vengono a mancare alcune realtà, ne nascono altre. La nostra diocesi ha tante risorse, basta saperle valorizzare». L’idea di spostare gli uffici diocesani dal centro storico e di concentrarli in un unico luogo era già venuta al vescovo Pietro Nonis che, in un’assemblea, chiese il parere dei sacerdoti. La stragrande maggioranza votò per portare  tutto nel Seminario Nuovo (oggi una parte è stata venduta all’Ulss 8 Berica, l’altra è affittata alla scuola internazionale H-Farm). Poi Nonis, per varie ragioni, scelse di ristrutturare il Palazzo delle Opere Sociali in piazza Duomo. «Con il senno di poi fu meglio così, altrimenti oggi il Seminario vescovile sarebbe quasi vuoto» commenta Zaupa.

Coltivare vocazioni diverse

Ora dobbiamo solo fare tesoro di questa nuova opportunità e, piano piano, orientarci con la nuova cartellonistica. Il vicario generale guarda al futuro: «Il mio sogno è creare all’interno del nuovo Centro uno spazio dedicato ai diaconi – 40 in Diocesi – e alla loro formazione. Le richieste aumentano. Dieci sono in formazione e altri 14 in discernimento. La parola chiave è sempre una: vocazione». Nel palazzo vescovile in piazza Duomo rimangono la Cancelleria, l’amministrazione e l’economo, il Vescovo e il Vicario generale. Gli ultimi tre ricevono – previo appuntamento – anche nella nuova Casa diocesana.

Buon compleanno Centro “Onisto”