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Impegnati a crescere nella cura pastorale della parrocchia

196 le persone impegnate in queste realtà, in 26 unità pastorali. Nel 2017 gli interessati alla formazione erano 48, nel 2018 una trentina e quest'anno 90.
Un momento dell'incontro a Casa Sacro Cuore.
di Margherita Grotto

Quella dei gruppi ministeriali è una realtà sempre più necessaria nell’attuale conformazione di Chiesa nel territorio vicentino.

Lo dicono gli stessi numeri: 88 iscritti al corso di formazione, in programma nella Casa Sacro Cuore in Corso Padova, a Vicenza, per i nuovi gruppi ministeriali che entreranno in servizio. Ai due weekend residenziali già previsti (dal 22 al 24 febbraio e dall’8 al 10 marzo), sono stati aggiunti i fine settimana dal 15 al 17 e dal 29 al 31 marzo. Si tratta di incontri per chi ha partecipato alle serate introduttive e ora è chiamato alla formazione per ricevere il mandato di membro del gruppo.

Nel 2017 erano 48 gli interessati alla formazione, numero dettato dalla nascita di nuove Unità pastorali, una trentina nel 2018 e quest’anno si sono toccate le quasi 90 unità.

Un percorso conosciuto quello dei gruppi ministeriali, che contano oggi 196 persone in servizio in 26 Up, ma che ha trovato particolare senso nell’assemblea diocesana di domenica 14 gennaio 2018, di presentazione della Nota pastorale del vescovo Pizziol “Spezzò i pani e li diede ai suoi discepoli perché li distribuissero loro – Orientamenti circa le Unità Pastorali”. La Nota è stato il frutto al termine del cammino che ha visti coinvolti i membri di tutti consigli pastorali sui temi della riorganizzazione delle parrocchie in Up e della corresponsabilità tra preti e laici.

«L’elevato numero di richieste al corso di formazione di quest’anno segue l’andamento che si è definito l’anno scorso, con oltre cento partecipanti agli incontri informativi di febbraio 2018 – commenta l’équipe di preti e laici che collabora con l’Ufficio di Pastorale per il servizio dei Gruppi Ministeriali -. Ciò significa un interesse ad informarsi per rispondere a esigenze nuove, come la creazione di ulteriori Up anche nell’anno in corso». Informarsi e formarsi per stare al passo con i tempi e con le necessità che si palesano nel nuovo volto di Chiesa. «Nella formazione permanente di chi è già in servizio è stata trattata, in un recente incontro con don Pierangelo Ruaro, la tematica della celebrazione in attesa del presbitero trattata nel documento presentato dal Vescovo in novembre – spiega Graziano Cazzaro dell’équipe dei gruppi ministeriali -: vale a dire la possibilità, in caso di emergenza, di celebrare la liturgia della Parola senza prete». Una comunicazione importante per i gruppi ministeriali che, chiamati ad animare la vita della comunità, sanno così come coordinare una simile situazione.

Esempi virtuosi
L’Up di Alpone, pur non essendo di grandi dimensioni (circa 3500 abitanti), può contare su un gruppo ministeriale da quattro anni. Ne fa parte Alessandro Pressi, 58 anni che, con la moglie Agnese, sta sperimentando il senso di una ministerialità vissuta con la famiglia.
Alessandro ha saputo dell’esistenza dei gruppi ministeriali attraverso la partecipazione al consiglio pastorale diocesano. «Mi sono mosso per far conoscere l’iniziativa all’interno del consiglio pastorale parrocchiale di Costalunga – spiega -. Nel frattempo da San Bonifacio è giunta una proposta di incontri per illustrare le modalità di una nuova presenza laicale nella Chiesa. È stata contattata l’équipe che collabora con l’Ufficio di Pastorale per il servizio dei Gruppi Ministeriali e, dopo aver partecipato agli incontri propedeutici al Centro Onisto di Vicenza e ai weekend di formazione proposti dalla Diocesi, è stato dato il via al gruppo ministeriale nella nostra Up». Oggi il gruppo conta cinque persone, ulteriori due sono in formazione. «Ci siamo messi in ascolto della comunità e stiamo coinvolgendo persone in servizi necessari all’interno dell’Up, equilibrando eventuali criticità».

Alessandro e Agnese Press

Anche Donatella Scalco, 48 anni, dell’Up di Creazzo, vive con il marito Marco questa ministerialità esistente da ormai dodici anni nella zona. Membri del gruppo ministeriale da quattro anni, Donatella, Marco e altre otto persone si stanno impegnando particolarmente nel sostenere l’Up nel passaggio dai consigli pastorali parrocchiali a quello unitario. «Ci siamo poi presi a cuore le realtà giovanili – commenta -. Desideriamo perseverare nelle proposte a sostegno dei ragazzi incontrandoli nelle loro dimensioni di lavoro, come nella comunità capi scout; formando animatori del campeggio; inserendoci nell’ambito della catechesi familiare…».

Non solo agire, ma anche osservare la comunità con occhi diversi rispetto a prima, interessarsi ad essa con cura per saper accogliere i messaggi che arrivano dalle persone che si incontrano.

«Il rapporto con il parroco don Francesco Frigo è bello, perché crede nel coinvolgimento dei laici – ancora Donatella – e se emergono alcune divergenze, queste sono sempre affrontate con spirito di famiglia e di collaborazione». «Quella del gruppo ministeriale è un’esperienza importante anche per la coppia – conclude Donatella -, perché ci porta a riflettere su tematiche di un certo spessore e condividere quanto portiamo a casa dalla formazione».

«Da noi i gruppi ministeriali esistono da più di vent’anni – spiega don Lorenzo Broggian dell’Up Valli Beriche, comprendente otto parrocchie -. Oggi, per un prete, svolgere un servizio in una Up come la nostra, senza un gruppo ministeriale, sarebbe davvero difficile. Per me questi gruppi sono fondamentali».

Sono quella presenza nel territorio che permette di vivere un volto di Chiesa in tutte le otto realtà e che assicura che in ogni parrocchia le ministerialità siano attivate (dalla catechesi ai ministri dell’eucarestia…). «Oltre a questo, i gruppi ministeriali fanno sì che gli indirizzi nelle Up non dipendano esclusivamente dal prete – del resto si sa, ognuno di noi ha determinate sensibilità e propensioni -, ma la loro presenza permette di segnare un percorso in cui il prete che arriva si inserisce e si allinea» conclude don Lorenzo.

Donatella e Marco Legumi.