In primo piano Sinodo sui giovani

Guardare l’orizzonte, non lo specchio

Vaticano, 6 ottobre 2018. Papa Francesco incontra i giovani italiani insieme ai padri sìnodali.

“Le risposte le daranno i padri sinodali. Se io dessi le risposte qui, annullerei il Sinodo! La risposta deve venire da tutti. Dalla nostra riflessione, dalla nostra discussione, e soprattutto, devono essere risposte fatte senza paura”. Lo ha detto il Papa, dopo aver ascoltato le testimonianze e le domande dei giovani in Aula Paolo VI. Francesco ha dato delle indicazioni parlando a braccio. “Fate voi la vostra strada! Siate giovani in cammino, che guardano l’orizzonte, non lo specchio”, la prima di esse: “Sempre guardando avanti il cammino, non seduti sul divano”. “Un giovane, un ragazzo, una ragazza che è sul divano finisce in pensione a 24 anni: è brutto, questo! E poi voi l’avete detto bene: trovare se stessi non nello specchio, ma nel fare, nell’andare alla ricerca del bene, della verità, della bellezza. Lì troverò me stesso”.

Il vero potere è servire

“Il potere è servizio, il vero potere è servire: l’altro è egoismo, l’altro è abbassare l’altro, l’altra persona, non lasciarla crescere, è dominare sugli schiavi. Il potere è per far crescere la gente, farsi servitori della gente”. Lo ha detto il Papa, a braccio, al termine dell’incontro, citando le “diseguaglianze” e la domanda di un giovane sulla politica, ambito in cui spesso “si perde il senso del potere”. “Per favore, voi non avete prezzo, non siete merce all’asta”, la raccomandazione ai giovani: “Non lasciatevi comprare, non lasciatevi sedurre, non lasciatevi schiavizzare dalle colonizzazioni ideologiche che ci mettono nella testa per finire schiavo, dipendente, fallito nella vita”. “Io non sono all’asta, io sono libero, libera!”, la frase che ogni giovane è esortato a ripetere dal Papa: “Innamoratevi di questa libertà, che è quella che offre Gesù”.

Se il web ti porta fuori, taglialo

“È vero: l’interconnessione con il digitale è al momento sicura, rapida: ma se ti abitui finirai con una famiglia, a tavola, a pranzo, a cena, ognuno col telefonino, parlando con gli altri o fra loro col telefonino, senza un rapporto concreto, reale, senza concretezza”. È il monito, a braccio, del Papa ai giovani, sull’uso del web, al termine dell’incontro. “Ogni strada che voi farete deve essere sicura, deve essere concreta”, il consiglio di Francesco, che ha fatto notare che “tutte le testimonianze” ascoltate dai giovani sul palco “erano concrete”. “Se i media, se l’uso del web ti porta fuori dalla concretezza, ti fa liquido, taglialo”, l’invito indirizzato ad ognuno dei presenti: “Se non c’è concretezza non ci sarà la cultura per voi. È una regola della strada, del cammino”.

Populismo è chiusura

“Oggi sono un po’ alla moda i populismi, che non hanno niente a che vedere con il popolare”. Lo ha denunciato oggi pomeriggio il Papa, parlando a braccio a conclusione dell’incontro dei giovani con i padri sinodali. “Il popolare è la cultura del popolo, che si esprime nell’arte, nella cultura, nella scienza, nella festa… Ogni popolo fa testa a suo modo”. “Il populismo è il contrario”, la tesi di Francesco: “È la chiusura su un modello, siamo chiusi, siamo noi soli e quando siamo chiusi non si può andare avanti”. Il riferimento è al tema dell’accoglienza, e al pericolo che oggi – come hanno detto i giovani in una delle domande consegnate al Papa al termine dell’incontro – “l’altro e lo straniero vengano visti come un pericolo, un male, un nemico da cacciare”. “Questa è la mentalità dello sfruttamento della gente, è fare schiavi i più deboli, è chiudere non solo le porte, ma chiudere le mani”, ha denunciato Francesco: una “mentalità sempre più diffusa” verso lo straniero, che “si vince con l’abbraccio, l’accoglienza, il dialogo, l’amore, che è una parola che apre tutte le porte”.