Noventa Vicentina

Il gruppo missionario che porta il mondo nel vicariato

«Non si può essere cristiani senza essere missionari». Emanuela Buratti, 55 anni, ricorda le parole di Papa Francesco mentre racconta i suoi 20 anni nel gruppo missionario della parrocchia di Cagnano. Insegnante d’asilo, 4 figli, due maschi e due femmine, è stata una delle “fondatrici” del gruppo. Realtà molto attiva all’interno dell’Unità Pastorale di Asigliano-Pojana, che il vescovo Beniamino visiterà il prossimo weekend.

«Al momento il gruppo missionario è formato da una decina di persone – dice Emanuela -. Ci incontriamo una volta al mese per organizzare le varie attività da proporre durante l’anno. Proponiamo momenti di aggregazione per tutta la comunità, in particolare per le persone sole, attiviamo delle raccolte fondi da destinare alle realtà che ne hanno bisogno e manteniamo i rapporti con i missionari». Missionari come padre Paolo Andreoli, saveriano che da anni opera nelle zone più difficili del Brasile accanto agli ultimi. E con la congregazione fondata da San Guido Maria Conforti Emanuela ha un rapporto speciale. «Ormai da tempo faccio parte della famiglia del laicato saveriano – racconta – Affianchiamo i padri missionari nel loro impegno di servizio nelle parrocchie, promuoviamo iniziative di vario genere sul territorio volte sempre a diffondere lo spirito missionario». Uno spirito che quattro anni fa ha portato Emanuela nella Repubblica Democratica del Congo. «Sono stata nel Nord Kiwu per circa un mese – ricorda -. Mi piace dire che è stata un’esperienza di conoscenza più che di missione. Ho incontrato persone, visitato luoghi, compreso come i saveriani operano tra le genti del posto. È stato un viaggio che mi ha offerto un punto di vista nuovo e più completo rispetto al signifi cato del servizio missionario».

«Far parte di un gruppo missionario, infatti, non vuol dire solo raccogliere fondi da destinare a chi ne ha bisogno – prosegue –. È importante avere una visione globale in modo da portare avanti questo impegno con uno sguardo aperto e sempre vicino al prossimo». Anche per questo Emanuela, insieme ad altri membri del gruppo di Cagnano, ha deciso di frequentare la scuola di animazione missionaria, un percorso biennale promosso dalla Diocesi di Vicenza. «È stata un’esperienza formativa molto interessante – aggiunge -, che mi sento di consigliare a tutti».

Ma, quello missionario, non è l’unico ambito in cui Emanuela presta servizio. Insieme al marito Francesco, infatti, segue la pastorale battesimale della sua parrocchia. «Accompagniamo le famiglie e le coppie che richiedono il battesimo per il proprio figlio – dice – così da dar loro la possibilità di avere un’adeguata preparazione».

Ascoltando Emanuela raccontare il suo impegno per laparrocchia si percepisce fin da subito una grande passione e un forte interesse per il bene dell’intera comunità. «Mi auguro che in futuro anche il mondo dei giovani abbia un ruolo determinate all’interno della parrocchia. Ci sono già dei ragazzi che si stanno mettendo in gioco, speriamo che anche altri seguano questo esempio – conclude -. Anzi, sono convinta che ciò accadrà senza dubbio. Mi piace essere ottimista».

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