Festival Biblico

Il “futuro” ha raccolto numeri da record

Grande apprezzamento per l'edizione conclusa il 27 maggio
Il concerto della banda dei Rulli Frulli, uno degli eventi conclusivi del Festival in Piazza dei Signori (foto Alessandro Dalla Pozza)

È giunta al termine anche questa 14a edizione di Festival Biblico che per tutto il mese di maggio – dal 3 al 27 per la precisione – ha coinvolto le città e le province di Vicenza, Verona, Padova, Rovigo e Vittorio Veneto: oltre 284 ospiti e 218 eventi – tra conferenze, incontri, meditazioni, letture, visite guidate, concerti, mostre e spettacoli – per un pubblico sempre più numeroso – oltre 42.000 le presenze complessive registrate quest’anno in tutte le sedi – e sempre più attento e partecipe alla proposta culturale del Festival che da quattordici anni porta avanti il proprio percorso di attualizzazione e riscoperta della Bibbia, attraverso una molteplicità di linguaggi e prospettive che, per questo 2018, si sono confrontate sull’affascinante quanto complesso tema del futuro.

25 giorni di Festival che hanno saputo, come di consueto, coniugare in maniera originale e inattesa voci differenti del panorama culturale, politico e religioso nazionale e internazionale – dal cardinale Gualtiero Bassetti a Romano Prodi, Concita De Gregorio e Antonio Calabrò, da monsignor Erio Castellucci a Matteo Bussola e Boualem Sansal, da padre Paolo Benanti e monsignor Lucio Adrian Ruiz a Derrick de Kerckhove e Gabriella Greison, da Grégoire Ahongbonon a Ilvo Diamanti e Nando Pagnoncelli, da padre Luciano Manicardi a Paolo Cevoli, Diodato e Giacomo Poretti, solo per citare alcuni degli ospiti più conosciuti di questa edizione – ma anche stimolare e coinvolgere il tessuto sociale locale, parte integrante e fondamentale del progetto Festival Biblico.

Ma, come si ricordava precedentemente, il Festival non è solo un progetto culturale ma anche un progetto che ha un valore sociale perché si sviluppa nel territorio e con il territorio: “Cosa mi resta di questa edizione del Festival Biblico?” – sottolinea, infatti, Ampelio Crema, presidente del Festival Biblico “oltre alla qualità dei contenuti offerti, il clima di confronto e collaborazione che sta sempre più crescendo all’interno del Festival e che coinvolge tutti coloro che  contribuiscono attivamente alla sua realizzazione: lo staff, i volontari, i referenti di tutti le sedi diocesane. Il Festival è, quindi, un progetto di “comunità” e nel corso degli anni sta sempre più costruendo un’interessante e vivace rete di relazioni con conferenzieri, relatori, artisti, così come con sponsor e sostenitori. È questo il segreto del successo del Festival Biblico”.

Roberto Tommasi, che presiede il Festival insieme ad Ampelio Crema, traccia con queste parole un bilancio complessivo “A conclusione della quattordicesima edizione del Festival Biblico esprimo un senso di viva riconoscenza e soddisfazione. Riconoscenza per la qualità delle riflessioni e degli eventi che hanno animato il tessuto sociale e culturale dei nostri territori e favorito l’incontro di tanti volti ed esperienze; per la crescente partecipazione di pubblico; per l’organizzazione curata dallo staff e dai volontari del Festival con gentilezza ed efficienza. Soddisfazione perché il tema ha reso possibile in quanti hanno partecipato – testimoni, relatori, artisti, pubblico – una crescita di fiduciosa consapevolezza circa il fatto che le nostre vite (le vite degli uomini e dei popoli) sono un inevitabile cammino tra un già e un non ancora che si genera per il concorso da un lato dell’ingegno e delle libertà umane, dall’altro dell’avvenire indeducibile di altri e di un Altro sempre all’opera nelle vicende del mondo. La scoperta importante per la vita di ciascuno che viene di qui è che probabilmente il modo migliore per essere protagonisti responsabili di questo nostro cammino che in realtà è più grande di noi è imparare giorno per giorno a vivere il nostro presente con uno stile intelligente di apertura e di accoglienza verso le altre persone e gli altri popoli e culture, verso le sorprendenti scoperte della scienza e della tecnica consci delle loro possibilità e delle loro sfide all’umano e verso la promessa fedele di quel Dio affidabile che nelle Scritture bibliche ebraico-cristiane si manifesta come Colui che, attraverso e oltre tutto questo, porterà a pienezza la vita di tutte le sue creature in un mondo nuovo di pace, giustizia e ospitalità”.

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